martedì 11 febbraio 2020

BIT Milano: la provincia di Pesaro Urbino si presenta



Innovativa, affascinante e accogliente: sono le parole chiave della Provincia di Pesaro e Urbino raccontata alla Bit, Borsa Internazionale del Turismo, nel format coordinato dal vice Presidente del Consiglio regionale delle Marche, Renato Claudio Minardi: “Dalla musica di Rossini, al fascino dell’arte con il divin pittore Raffaello Sanzio, ai grandi eventi della città di Fano, candidata capitale italiana della cultura 2021, fino agli eventi diffusi con le proloco e all’eccellenza agro-alimentare delle terre del Tartufo. Una proposta turistica completa che punterà sulle sue straordinarie potenzialità per far vivere un viaggio autentico a ogni tipo di turista”.
“Raffaello e i suoi territori nel segno della tradizione: tra arte, storia e cultura, gusto e sapori”, il titolo delle presentazioni turistiche della provincia – prosegue Minardi – è un itinerario nei luoghi di Raffaello, partendo dalla sua città natale, fra luoghi della cultura, musei, grandi eventi da Pesaro e Fano per tutto il Montefeltro insieme alle specialità della cucina italiana, tra cui il Tartufo e la Birra artigianale che nel territorio concentrano la maggiore produzione italiana ”.
Durante la kermesse fieristica riflettori puntati su Pesaro con l’assessore al turismo Daniele Vimini che ha presentato due luoghi della cultura simbolo delle Marche: il Museo Nazionale Rossini che racconta la vita, l’uomo e la grandezza nonché l’attualità dell’opera del grande compositore Gioachino Rossini, cittadino illustre di Pesaro. Collocata all’interno di Palazzo Mosca sede dei Musei Civici, la Sonosfera®, parte integrante del patrimonio del Museo Nazionale Rossini: un teatro per l’ascolto profondo di ecosistemi e musica, eccellenza unica al mondo inaugurata all’inizio dell’anno 2020.
Il Sindaco di Fano, Massimo Seri, ha presentato la sua città “una realtà di mare insignita del titolo di Bandiera Blu, capace di accogliere i suoi ospiti in un’atmosfera intima, coinvolgente e ricca di stimoli culturali ed enogastronomici”. Con il sindaco anche l’assessore al Turismo Etienn Lucarelli per presentare gli eventi di punta di Fano: il Carnevale di Fano, il più antico e dolce d’Italia, Passaggi Festival della Saggistica , Fanum Fortunae – La Fano dei Cesari e il Fano Jazz By The Sea. A presentare la proposta di Fano anche la Presidente dell’Ente Carnevalesca Flora Giammarioli, Ippolita Bonci del Bene per Passaggi Festival e Adriano Pedini direttore di Fano Jazz. Adolfo Ciuccoli, presidente di Confesercenti Fano ha presentato il BrodettoFest e i progetti: Maps Flaminia, Compagnia del Montefeltro e Pesaro, Urbino e Fano nel mondo.
“Le celebrazioni per i cinquecento anni dalla morte di Raffaello Sanzio – dichiara il Vice Presidente Minardi – saranno un’annata d’oro per il turismo delle Marche, riconosciute seconda destinazione turistica al mondo dalla guida Lonely Planet. La bellezza è il tratto forte di questa provincia capace di soddisfare il turista più esigente: dal mare alle colline, dai siti storici al patrimonio culturale fino agli eventi agroalimentari di eccellenza. Ad ogni visitatore sarà data la possibilità di portare con se’ un pezzo di questa splendida terra che si unisce in una rete di collaborazioni strategiche con una originale e completa proposta turistica”.
Arte, cultura e sapori con sua Maestà il Tartufo Bianco grande protagonista con gli amministratori del territorio: il sindaco Luca Lisi, il vice sindaco Antonella Marchetti e l’assessore Matteo Ottavi hanno presentato la 55^ Fiera Nazionale del Tartufo Bianco di Acqualagna, il sindaco Giannalberto Luzi ha raccontato le news della 57^ Mostra Nazionale del Tartufo Bianco pregiato delle Marche di Sant’Angelo in Vado, gli assessori Sabrina Santelli e Ciro Mariani la Fiera del Tartufo Bianco Pregiato di Pergola e Massimo Cardellini consigliere comunale di Apecchio la Mostra Mercato del Tartufo e le Strade della Birra.
Con le Fiere del Tartufo, la stagione turistica si allunga fino alla fine di novembre per poi continuare fino all’Epifania grazie all’Unpli, Comitato Proloco provinciale, presente alla Bit con il vice Presidente Francesco Gulini e Alessandro Oliva per illustrare “Il Natale che non Ti aspetti” l’iniziativa che attrae turisti da tutta Italia e dall’estero.

lunedì 10 febbraio 2020

Cuneo fiscale, il paradosso del bonus Renzi: non converrà lavorare di più


Il taglio del cuneo fiscale previsto dalla legge di Bilancio sarà realtà a partire dal 1 luglio 2020. Ma c'è un paradosso di non poco conto
È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto che prevede l’allargamento da 80 a 100 euro del bonus Renzi per chi guadagna fino a 28mila euro e una nuova detrazione per i redditi fino a 40mila euro. Il taglio del cuneo fiscale previsto dalla legge di Bilancio sarà realtà a partire dal 1 luglio 2020. Ma c’è un paradosso di non poco conto.
Il taglio del cuneo fiscale per fasce di reddito
Per la riduzione del cuneo fiscale sugli stipendi dei lavoratori dipendenti sono stati stanziati 3 miliardi di euro per il 2020. La platea dei beneficiari, tra lavoratori dipendenti privati e pubblici, aumenta di 4,3 milioni, passando da 11,7 milioni che percepiscono il bonus Renzi a 16 milioni di lavoratori. Il provvedimento non sarà invece applicato a circa 100mila persone nella Pa (magistratura, presidenza del Consiglio, carriere diplomatiche euro e prefettizie, Authority, dirigenza). Ecco come funziona per fasce di reddito: Redditi fino a 26.600 euro: aumento bonus da 80 a 100 euro mensili.
  • Redditi da 26.600 euro a 28mila: attualmente non ne hanno diritto, per loro viene introdotto il bonus Renzi di 100 euro mensili. Fino al 31 dicembre 2020 il bonus complessivo per i redditi fino a 28mila sarà di 600 euro, mentre per gli anni a partire dal 2021 il bonus passerà a 1.200 euro per ogni anno.
  • Redditi da 28mila euro a 40mila: il bonus Renzi si trasforma in detrazione fiscale equivalente, pari a 480 euro rimodulati, che decresce fino ad arrivare al valore di 80 euro per un reddito di 35mila euro lordi. L’importo del beneficio va poi a decrescere fino ad azzerarsi al raggiungimento dei 40mila euro di reddito. La misura sarà in vigore solo per i sei mesi del 2020, da luglio a dicembre.
Il paradosso delle aliquote marginali effettive
Questo quanto prevede la riforma. Ma dicevamo, c’è un paradosso quantomeno discutibile. Come sottolinea su lavoce.info Simone Pellegrino, professore associato di Scienza delle Finanze all’Università di Torino, i benefici concessi ad alcune fasce di lavoratori da un lato creano una forte disparità di trattamento rispetto ai pensionati, e dall’altro hanno ripercussioni pesanti sulle aliquote marginali effettive.
Le aliquote marginali effettive sono le imposte che gravano su un incremento di reddito e vengono calcolate tenendo conto non solo delle cinque aliquote Irpef legali (23%, 27%, 38%, 41% e 43%) ma anche delle detrazioni per lavoro dipendente e carichi familiari, degli assegni familiari e di eventuali bonus.
Esempi pratici
Gli 80 euro attuali già comportano per gli 1,3 milioni di dipendenti che guadagnano tra 24.600 e 26.600 euro – fascia nella quale il bonus decresce rapidamente fino ad azzerarsi – una aliquota marginale effettiva che schizza all’80%. Tradotto, ciò significa che per queste categorie di lavoratori lavorare di più non risulterà più di tanto conveniente, perché l’80% del reddito aggiuntivo da straordinari se ne andrà tra maggiori imposte e minore bonus.
Lavorare di più per ottenere 100 euro lordi comporterebbe un aumento del reddito disponibile solo di 20. Non solo: con il bonus rafforzato questo paradosso riguarderà una fascia di lavoratori ancora più ampia, tra 5 e 5,5 milioni di persone.
Per chi percepisce redditi tra 28mila e 35mila euro, l’aliquota marginale sale al 45%, contro il 41 attuale. E tra 35 e 40mila euro arriva fino al 61%. Una percentuale molto superiore rispetto all’aliquota legale più alta, quella del 43% che si applica a redditi oltre i 75mila euro. Cosa significa questo? Che non c’è alcun incentivo a lavorare di più, perché non conviene.
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domenica 9 febbraio 2020

Il gran maestro del GOI Stefano Bisi nel “giorno del ricordo” rievoca le vittime del totalitarismo


Al Casino' di Sanremo venerdi' 14 febbraio. Bisi è autore di e Mitra compasso: storia dei rapporti tra Massoneria e Chiesa da Clemente XII a Benedetto XVI e di Massofobia. L'Antimafia dell'Inquisizione (ed. Bonanno).
REDAZIONE PENSALIBERO.IT | 9 FEBBRAIO 2020
Alle ore 17 di venerdì 14 febbraio il Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia, Stefano Bisi, parla di “La Massoneria: un universo” nell’ambito dei Martedì Letterari del Casinò Municipale di Sanremo, coordinati da Marzia Taruffi, curatrice della rassegna. In dialogo con Aldo A. Mola, autore di documentate storie della Massoneria, Bisi farà chiarezza sull’attualità di un Ordine iniziatico che ha concorso alla crescita civile e culturale dello Stato italiano e da secoli propugna nel mondo la fratellanza tra gli uomini e i popoli contro ogni discriminazione per qualsiasi motivo o pretesto: etnia, lingua, religione, opinioni politiche. I capisaldi originari e odierni della Massoneria sono tutti recepiti anche dalla Costituzione italiana, punto di arrivo e di ri-partenza dell’Italia dalle sue radici umanistiche, illuministiche, risorgimentali e…liberomuratòrie.
Già direttore di testate giornalistiche e televisive, il Gran Maestro Bisi è autore  di Mitra e compasso:storia dei rapporti tra Massoneria e Chiesa da Clemente XII a Benedetto XVI e di Massofobia. L’Antimafia dell’Inquisizione (ed. Bonanno), replica argomentata e ferma alla relazione conclusiva della Commissione parlamentare “contro la mafia” che insinuò l’esistenza di una “zona grigia” tra criminalità organizzata e logge massoniche e, contro ogni evidenza dei fatti, asserì che la massoneria è “sostanzialmente segreta”, .
L’intervento del Gran Maestro è molto atteso a Sanremo, anche perché nel Ponente Ligure il Grande Oriente (come anche la Gran Loggia d’Italia) vanta numerose logge, anche più che secolari: “I Persistenti” di Ventimiglia, la “Giuseppe Mazzini” di Sanremo, la “Giuseppe Garibaldi” di Imperia, senza dimenticare la gloriosa “Sabazia” n. 96 di Savona, che ha da poco celebrato i suoi primi 150 anni al servizio della comunità (1869-2019) con un importante volume comprendente saggi di Giorgio Giulini, suo maestro venerabile, Claudio Bonvecchio, Giovanni Guanti, Sergio Rosso, Vinicio Serino e settanta pagine di “Note storiche” curate da Renzo Brunetti e Giuseppe Milazzo.
Di concerto con il Gran Maestro Bisi lo storico Mola ricorderà a Sanremo le principali figure della Massoneria a Fiume (la “Sirius” e la “Italia Nuova”), Pola (“Nazario Sauro”), Abbazia (“Concordia”), Gorizia (“Santa Gorizia”)…, senza dimenticare la “Alpi Giulie” e la “Guglielmo Oberdan” di Trieste: un “mondo” che documenta l’identità tra massoneria e unità nazionale. Il “regime” venne dopo e la sua prima vittima furono proprio i massoni sia del Grande Oriente sia della Gran Loggia, con la “legge fascistissima” del 1925 voluta da Mussolini e ancor oggi rimpianta dai massonofagi, che, non paghi di escludere i massoni dalle loro file, vorrebbero anche interdire ai “Fratelli” cariche politiche e pubblici impieghi: una pretesa del tutto anticostituzionale.

Fisco, tutto sulla tassa agevolata che premia gli stranieri


Attirare capitale estero per rimpolpare le casse dell'Erario: così lo Stato batte cassa
Le casse dello Stato italiano non godono di ottima salute. L’ingombrante debito pubblico e l’evasione fiscale rappresentano un problema, sopratutto per l’Erario. Allora perché non battere cassa attirando nel Paese capitali esteri?
È questa l’idea che sta alla base della tassa forfettaria per i gli stranieri varata dal Fisco italiano nel 2017, che ha attirato e continua ad attirare ancora oggi ingenti somme di denaro sul nostro territorio.
Chi sono gli stranieri che portano in Italia i loro capitali
Garantire un regime agevolato a chi sposta il proprio capitale dall’estero all’Italia, così da avere nuovi e maggiori redditi da tassare. Una soluzione questa che, come abbiamo accennato sopra, mette un po’ d’accordo tutti. Da una parte, infatti, c’è lo Stato che può contare su introiti che altrimenti non sarebbero stati garantiti, dall’altra invece il possessore di una determina somma di denaro (spesso ingente) che può godere di una tassazione migliore proprio per via di questo trasferimento.
Chi sposta in Italia il proprio capitale, così come stabilito dalla Legge di Bilancio 2017, deve anche trasferire nel nostro Belpaese anche la propria residenza, diventando a tutti gli effetti un contribuente attivo. Grazie a questo sistema, negli ultimi 3 anni, sono ben oltre 300 gli stranieri che hanno deciso di spostarsi verso l’Italia. Stando alle ultime notizie, inoltre, tanti altri hanno presentato richiesta all’Agenzia delle Entrate per poter fare la stessa cosa.
Quelli più interessati all’agevolazione fiscale, per ovvi motivi, sono gli stranieri facoltosi. Le somme di denaro che dichiarano al Fisco italiano, infatti, sono abbastanza importanti, proprio come il loro patrimonio. Ma chi sono questi stranieri ricchi che hanno scelto l’Italia? Stando ai report in possesso dell’Amministrazione Finanziaria, si tratta per lo più di campioni sportivi (come importanti calciatori), imprenditori, top model ed emiri, i cui nomi restano però riservati.
Per quanto riguarda i Paesi di provenienza, i dati di chi ha aderito nel 2017 vedono in testa la Gran Bretagna, seguita da Brasile, Francia, Svizzera e Stati Uniti. Ma capitale estero è stato portato in Italia dai nuovi residenti anche da Ucraina, Argentina, Cipro, Emirati Arabi, Mauritius, Principato di Monaco, Russia, Australia, Giappone, Iran e Singapore.
Regime agevolato per gli stranieri: come funziona
Per i redditi prodotti all’estero e trasferiti in Italia, a prescindere dal loro ammontare, il regime agevolato per gli stranieri prevede l’applicazione di un’imposta forfettaria fissa pari a 100 mila euro l’anno.
Questa tassa va a sostituire l’Irpef sui redditi prodotti all’estero, che non dovrà versare altro all’Erario. Attenzione però, tale agevolazione non viene riconosciuta per i redditi prodotti in Italia dallo straniero che ha spostato la propria residenza nella Penisola.
Per questi, infatti, continuerà a valere la tassazione ordinaria, per cui al reddito prodotto va applicata una delle 5 aliquote Irpef corrispondente al suo ammontare (salvo la nuova Riforma Fiscale non stabilisca qualcosa di diverso al riguardo).

giovedì 6 febbraio 2020

Brexit: l’INPS detta le istruzioni



Le prime istruzioni INPS sulla Brexit, in materia di prestazioni pensionistiche, familiari, di disoccupazione, economiche e lavoratori all’estero.
Con la circolare n. 16/2020 l’INPS ha fornito importanti chiarimenti e istruzioni operative in merito al caso Brexit in materia di prestazioni pensionistiche, familiari, di disoccupazione, malattia, maternità e paternità, legislazione applicabile, distacchi di lavoratori all’estero, recuperi di contributi e prestazioni indebite, pensionistiche e non pensionistiche, e indicazioni sulle modalità degli scambi di informazioni tra Istituzioni, dopo il recesso con accordo del Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord dall’Unione Europea.
Brexit e periodo di transazione
L’accordo di recesso firmato tra l’UK e l’UE, volto a salvaguardare il sistema di coordinamento dei regimi di sicurezza sociale con l’adozione di misure atte a tutelare, senza soluzione di continuità, i diritti acquisiti dai cittadini dell’Unione europea a 27 e dai cittadini del Regno Unito in materia di sicurezza sociale, prevede un periodo di transazione che decorre dal 1° febbraio 2020 al 31 dicembre 2020. Per questo, spiega l’INPS:
Non è possibile fornire istruzioni relative al periodo successivo al 31 dicembre 2020, in assenza di un quadro giuridico certo di riferimento.
L’accordo si applica a tutti coloro che hanno il diritto di soggiornare legalmente nel territorio del Regno Unito o dell’Unione europea, finché mantengono tale diritto, in caso di perdita di tale diritto ad essi continueranno ad applicarsi le disposizioni e i principi comunitari in materia di totalizzazione dei periodi assicurativi, ai fini del perfezionamento delle prestazioni di sicurezza sociale.
Totalizzazione dei periodi assicurativi
Per continuare a garantire uno dei principi su cui si basa il diritto comunitario in materia di sicurezza sociale, ovvero la totalizzazione dei periodi assicurativi necessari al raggiungimento del requisito previsto per le prestazioni di sicurezza social, per ciò che riguarda prestazioni pensionistiche, familiari, di disoccupazione, maternità e paternità, malattia, legislazione applicabile, distacchi di lavoratori all’estero, recuperi di contributi e prestazioni indebite, pensionistiche e non pensionistiche sono garantiti i benefici dovuti per periodi fino al 31 dicembre 2020. Questo sia per le domande presentate prima di tale data e in corso di trattazione, che per quelle eventualmente presentate in seguito, ma riguardanti situazioni che si sono verificate entro il 2020.
Per garantire la continuità dell’attività amministrativa, per lo scambio di informazioni con il Regno Unito, si continuano ad utilizzare le attuali modalità, con particolare riferimento al sistema di scambio elettronico di informazioni sulla sicurezza sociale EESSI (“Electronic Exchange of Social Security Information”).
Brexit e pensioni
24 Ottobre 2019Per quanto riguarda le pensioni, continuano ad applicarsi le disposizioni in materia di totalizzazione dei periodi assicurativi per l’accertamento del diritto e il calcolo delle prestazioni pensionistiche italiane, anche qualora la domanda di pensione sia stata presentata successivamente.
Brexit e disoccupazione
Nel caso della disoccupazione si potranno totalizzare tali periodi solo quando la cessazione dell’attività lavorativa si sia verificata in Italia. Per accertare il requisito previsto dalla legislazione italiana per il diritto alle prestazioni di disoccupazione, si devono sommare ai periodi italiani solo i periodi risultanti nel Regno Unito i quali – se compiuti in Italia – sarebbero stati utili ai fini del diritto alle relative prestazioni.
Brexit e prestazioni familiari
Per le prestazioni familiari, nel caso in cui il diritto alle prestazioni familiari previste dalla normativa italiana (ANF e AF) sia nato nei confronti di un cittadino britannico, in virtù di un rapporto di lavoro in essere o sulla base di un trattamento sostitutivo della retribuzione, per le domande presentate entro il 31 dicembre 2020 e relative ai periodi in corso e antecedenti a tale data, nel limite dei 5 anni previsti dalla normativa italiana, il diritto alle prestazioni familiari italiane verrà valutato secondo le norme di coordinamento.
Brexit e prestazioni economiche
Per le prestazioni economiche di malattia, maternità e paternità 
continueranno ad applicarsi fino alla fine del 2020 le specifiche disposizioni contenute nei Regolamenti (CE) 883/2004 e 987/2009. Pertanto, ai fini del riconoscimento del diritto alle prestazioni, sarà possibile totalizzare i periodi assicurativi derivanti da attività lavorativa svolta nel Regno Unito con i periodi assicurativi maturati in Italia. In presenza dei requisiti prescritti, possono essere accolte sia le domande di prestazione presentate entro la data del 31 dicembre 2020 che quelle presentate successivamente, ma sempre in relazione a un diritto fondato su fatti o situazioni verificatisi fino al 31 dicembre 2020.
Brexit e distacchi di lavoratori all’estero
5 Febbraio 2020Per quanto concerne i distacchi di lavoratori all’estero, per tutto il periodo di transizione e fino al 31 dicembre 2020 continua a trovare applicazione, nei rapporti tra Italia e Regno Unito, quanto indicato nelle certificazioni di legislazione applicabile (PDA1/E101) rilasciate entro la data predetta ai cittadini comunitari e, in applicazione del regolamento (CE) n. 859/2003, ai cittadini extracomunitari. La validità delle certificazioni non potrà in ogni caso riguardare periodi successivi al 31 dicembre 2020.
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Diritto alla salute e fattore religioso nello spazio giuridico europeo. Alla ricerca di un laico e sostenibile pluralismo etico


Abstract [It]: Dalla fine della seconda guerra mondiale la tutela salute si è attestata come un valore dal duplice profilo, personale (l’assenza d’infermità fisica e mentale) e comunitario (il benessere sociale e culturale). Il che si giustifica anche con l’intreccio fra l’aspetto puramente naturale (la vita biologica degli esseri umani) e gli elementi socio-culturali (i codici di condotta, le norme di comportamento, i costumi e le credenze), rispetto ai quali il fattore religioso gioca un ruolo di primaria importanza. Il presente lavoro pone l’accento su queste interazioni analizzandole alla luce dal processo d’internazionalizzazione dei diritti umani e della dignità umana, motori del costituzionalismo destatalizzato di cui lo spazio giuridico europeo (CEDU e UE) rappresenta l’archetipo strutturalmente più avanzato.
 Abstract [En]Since the end of the Second World War, the protection of human health has proven to be a fundamental right with a dual profile involving personal (the absence of physical and mental illness) and communitarian elements (social and cultural well-being). That is also evident from the connection between the natural (the psychological state and physiological condition of human beings) and socio-cultural (codes of conduct, local beliefs, its socio-cultural elements traditional behaviours) aspects of health, in respect to which religions play a very important role. This essay analyses these interactions in the light of the internationalization processes of human rights and human dignity, such as those relating to the European-based legal systems (ECHR and EU).
 Sommario1. La seconda guerra dei trent’anni e il diritto umano alla salute. 2. Il diritto alla salute e la teologia etica. 3. Salute e credenze cultural-religiose. 4. Obiezione di coscienza e pluralismo etico. 5. Simboli religiosi sul corpo e diritto alla salute. 6. UE e CEDU. Reciproche interferenze. 7. Prospettive.
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mercoledì 5 febbraio 2020

Da oggi Pgt è operativo e consultabile su sito Comune di Milano

"Il Piano per Milano 2030 è pienamente efficace"


Milano, 5 feb. (askanews) – Con la pubblicazione dell’avviso dell’approvazione definitiva sul Bollettino ufficiale di Regione Lombardia (BURL) è da oggi pienamente efficace il “Piano di governo del territorio”, comprensivo del “Piano per le attrezzature religiose” e la variante del “Piano delle regole”, deliberato il 14 ottobre scorso dal Consiglio Comunale.
Lo ha annunciato Palazzo Marino, sottolineando “il grande impegno degli uffici, che hanno lavorato per aggiornare tutti i documenti e le tavole con le osservazioni e gli emendamenti approvati in fase di discussione, ha consentito di ridurre i tempi di pubblicazione rispetto ai Piani precedenti”.
Sul sito del Comune di Milano, oltre a tutte le documentazioni del Piano e ad una sintesi dello stesso, è possibile consultare una scheda di FAQ, in grado di fornire chiarimenti sui temi più comuni ai professionisti del settore.
“Il Piano per Milano 2030 diventa quindi operativo” ha spiegato in una nota l’Amministrazione meneghina, evidenziando che “le nuove regole perseguono tre obiettivi prioritari per una città più equa e sostenibile: incremento dell’offerta di case in affitto a prezzi accessibili, tutela del territorio con la riduzione del 4% del consumo di suolo rispetto al Piano precedente, rigenerazione delle periferie a partire dalle piazze e dalla lotta agli edifici abbandonati”.