martedì 4 febbraio 2020

Primarie dem in Iowa per Usa 2020: il risultato



Bernie Sanders si è dichiarato vincitore delle primarie il Iowa. La campagna del senatore del Vermont ha diffuso i suoi risultati interni delle primarie, dai quali emerge Sanders in testa, seguito da Pete Buttigieg e Elizabeth Warren. Joe Biden è quarto e Amy Klobuchar quinta.
Secondo questi dati, corrispondenti a circa il 40 per cento dei caucus in Iowa, il senatore del Vermont sarebbe primo nel conteggio finale con il 29,66 per cento, seguito da Pete Buttigieg col 24,59 per cento. Terza la senatrice Elizabeth Warren col 21,24 per cento. Joe Biden quarto col 12,37 per cento, mentre la senatrice Amy Klobuchar è al 11 per cento. Sotto l’1 per cento gli altri candidati.
Le primarie dem si sono tenute in Iowa il 3 febbraio in vista delle Elezioni Usa 2020. (Qui abbiamo spiegato perché le primarie in Iowa sono un test decisivo).
Risultati in ritardo
Intanto, è polemica sui ritardi inerenti al risultato. Si tratta di un ritardo clamoroso, che sta mettendo in serio imbarazzo i democratici. Alle 23 ore locali, le 5 del mattino in Italia, sono state conteggiate solamente il 25 per cento delle schede. Nel 2016, alla stessa ora, era stato conteggiato l’80 per cento dei voti.
Secondo quanto dichiarato dal Partito Democratico, i ritardi dei risultati in Iowa mostrano delle “contraddizioni” ma “non sono il risultato di un’intrusione di hacker”.
Alle campagne dei candidati è stato detto di non aspettarsi alcun risultato dai caucus in Iowa sino ad una certa ora di martedì. Lo riferisce la Cnn.
I problemi dei democratici nella diffusione dei risultati hanno scatenato l’ironia del presidente Donald Trump che su Twitter ha scritto: “Grande vittoria per noi nell’Iowa questa sera. Grazie!”.
Mai come quest’anno le primarie democratiche sono incerte. Difficili da decifrare. L’attesa per l’Iowa è alta perché durante le ultime cinque primarie del Partito Democratico chi ha vinto qui e stato poi il candidato alle elezioni presidenziali.
Primarie dem in Iowa, fondamentali per le elezioni Usa 2020
Come ormai tradizione dal 1972, negli Stati Uniti è il piccolo Iowa a tenere a battesimo le primarie del Partito Democratico dove si determina chi è lo sfidante di Donald Trumpimpeachment permettendo, alle elezioni del 3 novembre 2020.
Per molti critici le primarie nello Iowa sono scarsamente indicative visto che si tratta di uno Stato, prettamente agricolo, dove soltanto il 27 per cento della popolazione non è bianca, oltre al fatto che verranno eletti un numero molto ridotto di delegati (basti pensare che la California ne andrà a designare 415). Ma, scaramanzia o meno, chi si è guadagnato questo piccolo stato ha poi vinto le primarie negli Stati Uniti: non è un caso che da tempo tutti i candidati in corsa stanno battendo palmo a palmo le contee di questo piccolo stato che, per una sera, avrà tutti gli occhi del mondo puntati addosso.
Con questi Caucuses in Iowa – almeno cinque contendenti restano in lizza per la nomination (ma ufficialmente, in corsa, ce ne sono ancora dodici). I sondaggi davano Joe Biden favorito, ma ogni candidato mostrava specifici punti di forza; quindi ogni candidato, Biden compreso, ha anche dei limiti importanti.
L’Iowa è la prima tappa di una lunga stagione, che per i democratici si concluderà il 6 giugno con il voto nelle Virgin Islands. Con ogni probabilità, il candidato vincente sarà scelto a primavera inoltrata, magari dopo il 28 aprile, quando le primarie a New YorkPennsylvania e altri Stati del nord-est assegneranno oltre seicento delegati.
Alcuni prefigurano uno scenario ben più drammatico: una brokered convention (a Milwaukee, dal 13 luglio), una convention senza che nessuno abbia raggiunto i 1990 delegati necessari per sfidare Donald Trump a novembre. A quel punto potrebbe essere guerra totale, con le fazioni del partito in lotta per la vittoria.
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domenica 2 febbraio 2020

Il Regno Unito è fuori dall'Ue

Countdown su facciata Downing Street, boato della piazza



(ANSA) - LONDRA, 1 FEB - Il Regno Unito non fa più parte dell'Unione Europea e la folla brexiteer riunita a Westminster Square esplode in un boato di giubilo, nel canto dell'inno nazionale (God Save the Queen), fra fuochi d'artificio slogan e una marea di Union Jack a sventolare sotto il cielo di Londra.
    Il passaggio epocale, in cui la storia dell'isola e del continente hanno voltato pagina ammainando le rispettive bandiere, è stato segnato dal conto alla rovescia proiettato sulla facciata di Downing Street sullo sfondo dei colori del vessillo britannici: fino allo 0, scattato esattamente alle 23 ora locale, quella del meridiano di Greenwich, la mezzanotte del primo febbraio in Italia ed Europa centrale, Bruxelles compresa.
    Poi si è udito il suono - registrato - delle campane del Big Ben. Il countdown è stato proiettato a cifre cubitali pure sulle bianche scogliere di Dover, mentre in Irlanda del Nord, una linea non tracciata ricompare al confine con la Repubblica di Dublino.

Attacchi con il coltello a Londra e in Belgio: cosa è successo


Attacco avenuto in una zona periferica nella zona sud della capitale inglese

Un uomo ha accoltellato più persone a Londra prima di essere ucciso dalla polizia. Forse indossava una cintura esplosiva o un giubbotto bomba. Le forze dell’ordine inglesi hanno fatto sapere che si tratta di un “atto di terrorismo“. Ne dà notizia l’Ansa. L’attacco è avvenuto sulla Streatham High Street, affollata via commerciale nella periferia sud della capitale britannica.
Anche nel nord del Belgio, a Gand, una donna, descritta dai media locali come “di pelle scura”, ha attacco due persone con un coltello. La polizia le ha sparato contro. I feriti sono stati trasferiti in ospedale, ma non sono in pericolo di vita. Una di loro sarebbe stata colpita allo stomaco.

Attacco terroristico a Londra: cosa è successo a Streatham

passanti feriti a coltellate a Streatham sono due, secondo quanto riferito dagli investigatori. In un primo momento i media locali avevano parlato di tre persone ferite. Scotland Yard, attraverso Twitter, non ha fornito dettagli sulla gravità delle due persone accoltellate, limitandosi a dire che sono state soccorse e che le loro condizioni sono attualmente valutate dai medici.
L’aggressore è stato dichiarato morto sulla scena intorno alle 14 locali, ovvero le 15 italiane. La sua identità non è stata resa nota. Secondo i testimoni, aveva con sé un coltellaccio, mentre la versione online del Mail parla di un machete.
A Streatham sono intervenuti diversi mezzi della polizia e molte ambulanze. La zona rimane in parte transennata, con una forte presenza di agenti. Per Scotland Yard, riporta l’Ansa, la situazione è “sotto controllo” e non dovrebbero esserci ulteriori minacce.

Attacco terroristico a Londra: mistero sul giubbotto esplosivo

Alcuni passanti intervistati da Sky News a Londra hanno dichiarato che l’uomo indossava qualcosa di simile a un gilet bomba, probabilmente falso. Lo stesso era capitato alla fine dello scorso novembre, quando l’ex detenuto e militante jidahista Usman Khan, indossando un giubbotto esplosivo poi rivelatosi finto, aveva accoltellato diverse persone sul London Bridge.

Terrorismo a Londra: i racconti choc dei testimoni

Sono numerosi i video che circolano su Twitter, postati da testimoni che hanno assistito alle violente scene. Nelle immagini che circolano sul web si vedono persone a terra, soccorse da altri passanti, e la polizia che apre il fuoco contro l’assalitore.
I passanti hanno descritto scene di panico e urla. Unanime la sensazione di un intervento quasi immediato delle prime pattuglie di polizia e dell’arrivo poi di rinforzi in massa. Alcuni riferiscono di civili barricatisi in una libreria della catena WH Smith.
Daniel Gough, riporta l’Ansa, ha raccontato di aver visto “gente che correva e urlava in preda al panico” e aver sentito “tre colpi” sparati da agenti armati contro l’aggressore.
Gulled Bulhan, 19enne studente nella zona di Streatham, ha riferito di aver assistito all’attacco di fronte a un farmacia della catena Boots. “Ho visto un uomo con un machete e dei contenitori tenuti insieme da un gilet che aveva addosso, poi ho visto una persona, forse un poliziotto in borghese, che lo inseguiva e quindi ho sentito gli spari, credo tre”.

Attacco terroristico a Londra: le dichiarazioni dei politici

Il premier britannico Boris Johnson ha ringraziato su Twitter la polizia inglese per la tempestività dell’intervento, evidenziando come le indagini puntino alla pista del terrorismo. Ha poi aggiunto che i suoi “pensieri” sono con le vittime, le loro famiglie e la cittadinanza londinese.
Il sindaco di Londra Sadiq Khan ha ringraziato a sua volta la polizia e i soccorritori, puntando l’indice contro i terroristi che “cercano di dividerci” e di “cambiare il nostro modo di vivere”. Sottolineando che “non ci riusciranno mai”
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giovedì 30 gennaio 2020

La Rivoluzione Verde di Milano: ora Sala annuncia lo stop alle caldaie a gasolio



Il sindaco Beppe Sala continua a investire sulle politiche ambientali e questa volta lo fa annunciando che a Milano saranno dichiarate fuorilegge le caldaie a gasolio



La “Rivoluzione Verde” di Milano, ormai, è avviata. Il sindaco Beppe Sala continua a investire sulle politiche ambientali e questa volta lo fa annunciando che a Milano, a partire dall’inverno 2023, saranno dichiarate fuorilegge le caldaie a gasolio.
Una grande novità, dunque, per la città che, con Torino, si è appena aggiudicata la maglia nera di Legambiente come più inquinata d’Europa. L’inquinamento costa all’Europa 1500 miliardi di euro l’anno: una fotografia allarmante quella scattata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità.

Le misure anti-smog a Milano

A Milano in principio fu l’area C. Ma poi sono arrivate altre azioni anti-inquinamento per tentare di dare una risposta concreta al cambiamento climatico: le diverse misure anti-smog come il blocco del traffico, le domeniche a piedi, l’abbassamento del riscaldamento nelle case, la distribuzione delle borracce in alluminio a scuola in sostituzione delle bottigliette di plastica, il divieto di fumo all’aperto che arriverà nel 2030.
Dal 28 gennaio sono attive le misure anti-smog come il blocco del traffico a Milano e in altre province della Lombardia, che vengono lanciate quando, per cinque giorni consecutivi, si superano i livelli di polveri sottili considerate “di soglia”, ovvero 50 microgrammi per metro cubo.

Blocco del traffico

Da oggi, giovedì 30 gennaio, sono state revocate le misure temporanee anti-smog di primo livello nei comuni con più di 30mila abitanti e in quelli aderenti su base volontaria nelle province di Como e Varese. Restano attive invece nelle province di Milano, Monza, Lodi, Pavia, Bergamo, Cremona e Mantova.
La limitazione del traffico riguarda i veicoli diesel in città, fino a Euro 4, ma anche l’obbligo di spegnere i motori in sosta semaforica, la riduzione di un grado delle temperature in casa, il divieto di spandere liquami zootecnici nei campi agricoli e il divieto di accendere fuochi all’aperto di qualunque tipo.

Stop alle caldaie a gasolio

Oggi, arriva la notizia che il sindaco Sala vuole mettere uno stop anche alle caldaie a gasolio. “Non è una misura ideologica, ma una misura che parte dalle analisi sull’inquinamento” ha detto Sala a margine della presentazione alla Triennale di Milano del libro di Maurizio Molinari, direttore de La Stampa, “Assedio all’Occidente”.
“La prossima cosa che proporrò da assessore alla Transizione ambientale, più che da sindaco, in giunta e all’interno del Piano dell’aria che porteremo in Consiglio comunale è di dichiarare fuorilegge le caldaie a gasolio dall’inverno del 2023” ha detto. In altre parole, ci saranno tre anni di tempo per intervenire e la misura riguarderà sia il privato che il pubblico.
Sala ha voluto sottolineare come l’inquinamento da caldaie a gasolio sia ormai “qualcosa di totalmente accertato da tutte le analisi”. A Milano c’è uno “zoccolo duro” di circa 1500 condomini che non vogliono cambiare la caldaia. “Per cui di fatto è necessario intervenire con una regolamentazione”.

Quali aiuti ci saranno

Ma Sala specifica che il Comune vuole essere parte attiva di questo cambiamento: “Non voglio solo regolamentare ma anche supportare”, per cui chiamerà già da settimana prossima gli amministratori condominiali per capire “cosa si può fare” e “risentirò il Governo per capire se i finanziamenti possono essere diversi, rifletterò a livello di Giunta per capire se possiamo fare di più, ma questo è uno degli elementi fortemente inquinanti”.
Riguardo alla situazione del Comune stesso, il sindaco ha chiarito che possiede ancora “non molte” caldaie a gasolio, solo “alcune decine”, che appartengono perlopiù a scuole e edilizia pubblica. “Ho fatto fare una verifica e lo possiamo fare: affretteremo alcuni percorsi, ma è chiaro che se non diamo l’esempio noi, poi ha ragione chi non farà una cosa così. Ma noi lo faremo”.

Il 2 febbraio torna la domenica a piedi

Intanto Milano si prepara alla domenica a piedi del 2 febbraio, con il blocco del traffico dalle 10 alle 18. Il sindaco rassicura che “cercheremo di favorire anche l’afflusso al Meazza, per quelli che vengono da fuori Milano. Questo è l’unico elemento di novità, per il resto sono le caratteristiche standard, come si fanno nei blocchi”.
Ma non piace a tutti la domenica ecologica di Sala. “Conteniamo i danni provocati da un provvedimento inutile. Se il Comune vuole lanciare un segnale, estenda eccezionalmente Area B al prossimo weekend” replica Aci Milano.
“Lo ribadiamo: lo smog va combattuto a 360 gradi, con interventi strutturali che incidano su settori fondamentali come il riscaldamento degli edifici. Non serve accanirsi contro gli automobilisti, lo dimostrano i valori dell’aria di questi giorni. Ed è assurdo accanirsi contro i cittadini che di tasca propria hanno contribuito al miglioramento della qualità ambientale acquistando veicoli di nuova generazione che inquinano pochissimo”, sottolinea il presidente Geronimo La Russa.
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mercoledì 29 gennaio 2020

Sondaggi politici, i primi dati dopo le Regionali: lo scenario

Chi sale e chi scende dopo le elezioni in Emilia Romagna e in Calabria. La crisi del M5s e la leadership di Salvini

Nei primi sondaggi politici diffusi dopo il voto per le elezioni Regionali emergono i nuovi equilibri politici nei partiti della maggioranza e dell’opposizione. In particolare, appare chiara la crisi del Movimento 5 stelle e l’ascesa di Fratelli d’Italia.
Secondo il sondaggio realizzato da Ixé e diffuso da “Cartabianca” su Raitre, la Lega di Matteo Salvini resta il primo partito. Con una perdita di mezzo punto, il Carroccio è ora al 28,2% rispetto al 28,7% dell’ultima rilevazione.
Il Partito Democratico ha guadagnato invece appena lo 0,1% rispetto alla settimana precedente, tornando al 20%.
Il Movimento 5 stelle appare in discesa dello 0,2%, attestandosi al 15,9%. Era al 16,1% la settimana scorsa.
A guadagnare consensi è Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni, che sale dello 0,7% in una settimana e tocca quota 12%.
Per quanto riguarda Forza Italia, la perdita è di mezzo punto, con il 6,9% dei consensi rispetto al 7,3% della precedente rilevazione.
Si registra un calo anche per Italia Viva, con il 3,6% delle preferenze.

Sondaggi, gli effetti delle ultime Regionali

Stando ai dati dell’ultimo sondaggio Ipsos riportato nel corso della trasmissione “DiMartedì” su La7, la sconfitta di Matteo Salvini in Emilia Romagna per il 47% degli intervistati è “normale” e “non incide sulla  leadership”.
Il 40%, tuttavia, considera la mancata vittoria un “secondo colpo alla sua leadership, dopo la scelta di abbandonare il governo con il M5s finendo all’opposizione”.
Per quanto riguarda la situazione critica del Movimento 5 stelle, per il 54% degli intervistati il M5s “ha dimostrato di essere finito”, mentre per il 42% si trova in “un periodo di crisi, ma potrebbe riprendere presto molti dei suoi consensi”.
VIRGILIO NOTIZIE | 29-01-2020 10:06
Elezioni regionali, Emilia Romagna e Calabria: le reazioniFonte foto: Ansa
Elezioni regionali, Emilia Romagna e Calabria: le reazioni

lunedì 27 gennaio 2020

Elezioni regionali, risultati: chi ha vinto in Emilia e Calabria



I risultati in tempo reale delle Elezioni Regionali 2020 in Emilia Romagna e in Calabria: davanti, rispettivamente, Bonaccini e Santelli
Regionali, Zingaretti: "Immenso grazie alle Sardine per scossa democratica"
Regionali, Zingaretti: "Immenso grazie alle Sardine per scossa democratica"
Finisce in parità la sfida elettorale alle Elezioni Regionali 2020. Il centrosinistra si conferma alla guida dell’Emilia Romagna, con la vittoria del governatore uscente Stefano Bonaccini nel confronto diretto con la candidata del centrodestra Lucia Borgonzoni. In Calabria, invece, netta vittoria della candidata del centrodestra Jole Santelli, davanti a Pippo Callipo del centrosinistra.
Risultati Elezioni Regionali 2020 Emilia Romagna
Ore 8.25 – In Emilia Romagna l’affluenza alle Elezioni Regionali 2020 è stata pari al 67,5%. In questo momento, quando sono state scrutinate 4484 sezioni su 4520, è in consolidato vantaggio il governatore uscente Stefano Bonaccini (centrosinistra) col 51,41%, davanti a Lucia Borgonzoni (centrodestra) col 43,65%.
Qui i dati per elezione del presidente, voto di lista e seggi nel consiglio regionale in Emilia Romagna: RISULTATI COMPLETI EMILIA ROMAGNA
Risultati Elezioni Regionali 2020 Calabria
Ore 8.25 – In Calabria l’affluenza alle Elezioni Regionali 2020 è stata del 44,32%. Al momento attuale, quando sono state scrutinate 2.136 sezioni su 2420, risulta in netto vantaggio con il 55,69% Jole Santelli, candidata del centrodestra, davanti a Pippo Callipo (centrosinistra) con il 30,22%.
Qui i dati per elezione del presidente, voto di lista e seggi nel consiglio regionale in Calabria: RISULTATI COMPLETI CALABRIA
Regionali 2020, i commenti dei protagonisti
Come riporta ‘Ansa’, il segretario del Pd Nicola Zingaretti, parlando fuori dal Nazareno, ha detto: “I dati che stanno emergendo confermano per fortuna una grande vitalità dell’elettorato che ha partecipato in massa. Un immenso grazie al movimento delle sardine. Oggi Salvini ha perso le elezioni. Il governo esce rafforzato e deve andare avanti con meno litigi e più concretezza”.
Ancora Zingaretti: “Si sta tornando a un sistema bipolare tra due grandi campi che si contendono la leadership e lo fanno su scelte politiche alternative, quindi credo che questo travaglio del M5S avrà e sta avendo una discussione. Spero che sempre di più di questo elemento si prenda atto, come in Calabria e in Emilia Romagna, si scelga tra i due principali contendenti. Il Movimento si troverà di fronte a questo dilemma, ma lo dico da alleato e non da avversario”.
Stefano Bonaccini, nel suo intervento al comitato elettorale di Casalecchio di Reno, ha detto: “Speriamo che l’Italia in futuro assomigli un po’ di più all’Emilia-Romagna”. E poi: “Se gli vai a dire che la devi liberare, le persone qui lo sanno perfettamente che eravamo già stati liberati 75 anni fa”.
Ancora Bonaccini: “Spero sia di insegnamento alla Lega, c’è qualche segretario della Lega in Emilia-Romagna che spero mi chieda anche scusa delle cose che ha detto in questi mesi”.
Questo il commento di Lucia Borgonzoni: “Mi spiace vedere che Bonaccini non abbia perso occasione, anche stasera, per fare quello che ha sempre fatto in tutta la campagna elettorale e cioè cercare di screditarmi. Mi spiace perché credo che la politica dovrebbe essere una cosa costruttiva ma non abbiamo visto da entrambe le parti, questa volontà”.
Il leader della Lega Matteo Salvini, in conferenza stampa, ha dichiarato: “Grazie ai milioni di italiani che hanno votato, chi sceglie si prende responsabilità chiunque abbia scelto, si è fatto carico pezzetto futuro del Paese. Avere una partita aperta in Emilia Romagna per me è un’emozione, dopo settant’anni per la prima volta c’è stata una partita”.
Ancora Salvini: “Se i dati del M5s csaranno confermati, il Movimento scompare dalla regione Emilia-Romagna e quasi scompare anche dalla Calabria. È evidente che domani a Roma qualcosa cambierà”.
Sulle elezioni in Calabria, il leader della Lega ha detto: “Se ci sono 20 punti di distacco in Calabria, già da domani saremo al governo per costruire una squadra di governo come Lega e come centrodestra assolutamente all’altezza della Calabria. Ringrazio Jole Santelli che ha fatto una campagna senza voce ma con una forza bestiale. Quindi le donne della Lega e del centrodestra in generale hanno una marcia in più rispetto a chi va a targhe alterne”.
Come riporta ‘Ansa’, Jole Santelli, vincitrice in Calabria, ha commentato così i risultati: “Risultati enormi. Dedico questa vittoria innanzitutto ai miei genitori. Non so dove siano ma sono sicura che sono con me. Ai miei nipotini, che come tutti bambini della Calabria, devono avere la speranza di poterci vivere ed a Silvio Berlusconi, l’uomo che mi ha consentito di fare la politica”.
Intervistata a ‘Porta a Porta’, la Santelli ha aggiunto: “Da domani cominciamo a lavorare partendo dai mille problemi ma anche dalle mille opportunità che la Calabria offre. Lavoreremo tutti insieme per raccontare una regione diversa, è questo il primo obiettivo”.
Pippo Callipo, in conferenza stampa, ha dichiarato: “Abbiamo visto le proiezioni e abbiamo visto che la signora Santelli praticamente è in testa abbondantemente, quindi sarà il nuovo presidente della Regione Calabria. Auguri e buon lavoro. Noi abbiamo fatto tanto. Sono sceso in campo insieme agli amici del Pd, abbiamo lavorato molto, però i calabresi hanno scelto la coalizione di centrodestra, hanno scelto il partito dei conservatori, non hanno creduto e non hanno voluto una rivoluzione e un cambiamento che avevo promesso di fare. Siccome siamo una terra democratica, noi accettiamo questa decisione e faremo la nostra opposizione”.
Il capo reggente del M5s Vito Crimi ha dichiarato: “Il voto delle regionali ha sempre visto il Movimento raccogliere risultati inferiori rispetto alle tornate nazionali, ma va riconosciuto che in Calabria ed Emilia Romagna i risultati sono stati inferiori alle aspettative. Questo però non ci induce ad arrenderci: semmai è vero il contrario. Abbiamo già avviato il lavoro di organizzazione che ci consentirà un maggiore coordinamento”.
VIRGILIO NOTIZIE | 27-01-2020 04:44

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giovedì 23 gennaio 2020

Oltre 115.000 visitatori alla mostra di de Chirico a Milano


Ha chiuso domenica 19 gennaio 2020, a Milano, Palazzo Reale, la mostra de Chirico. Curata da Luca Massimo Barbero,  promossa e prodotta da Comune di Milano-Cultura, da Palazzo Reale, da Marsilio e da Electa, in collaborazione con la Fondazione Giorgio e Isa de Chirico e Barcor17, è stata riconosciuta dal Ministero per i beni e le attività culturali per il turismo per ‘il rilevante interesse culturale’.

Oltre 115.000 persone per quasi 17 settimane, con una media di circa 1.000 ingressi giornalieri in 117 giorni d’apertura e un picco di 2.400 ospiti nel giorno di sabato 18 gennaio 2020, hanno visitato le 8 sale di Palazzo Reale che tracciavano il percorso artistico del Pictor optimus, a quasi 50 anni dalla antologica ospitata dalla stessa istituzione, quando ancora de Chirico era in vita. 
Il cospicuo corpus di opere,  97 in tutto in arrivo da 56 prestatori, contava dipinti provenienti da importanti musei internazionali tra i quali la Tate Modern di Londra, il Metropolitan Museum di New York, il Centre Pompidou e il Musée d’Art Moderne de la Ville de Paris, la Galleria Nazionale di Arte Moderna e Contemporanea (GNAM) di Roma, la Peggy Guggenheim Collection di Venezia, The Menil Collection di Huston e il MAC USP di San Paolo in Brasile. Numerose sono state anche le istituzioni milanesi: il Museo del Novecento, la Casa Museo Boschi di Stefano, la Pinacoteca di Brera e Villa Necchi Campiglio.

La stampa milanese, dopo l’anteprima dedicata, l’ha definita come ‘la mostra perfetta’ (Corriere della sera, Repubblica e Il Giornale); subito consigliata da Il Foglio e Avvenire, ‘da vedere’, candidata a diventare ‘una delle migliori mostre dell’anno’ (La Stampa), scelta per le copertine da TuttoMilano e ViviMilano, l’esposizione, nei tre mesi e mezzo di apertura, non ha mai smesso di suscitare l’interesse di giornalisti e critici e di incontrarne il riconoscimento.
Le principali testate d’arte hanno dedicato a de Chirico -mostra e artista- ampi servizi illustrati; allo stesso modo sono state numerose anche le recensioni critiche e le ‘letture multidisciplinari’, di addetti ai lavori e non, che hanno occupato le pagine di quotidiani e testate online (La Lettura, Robinson, Alias, Doppiozero, Internazionale, Exibart, Artribune…); ma la mostra ha anche ispirato periodici dai target più diversi, dall’architettura al design, dal turismo all’attualità, tanto da poter contare oggi la pubblicazione di oltre 100 articoli tra servizi e segnalazioni solo sulla carta stampata.

Al taglio curatoriale e alle selezione delle opere nel percorso espositivo hanno dedicato attenzione, oltre a radio e televisioni con più servizi, anche alcune prestigiose testate internazionali come The Art Newspaper e, in particolare, Blau International con un servizio di David Salle intorno a de Chirico e le origini del Postmodernismo. 
Il successo di gradimento del pubblico è confermato anche dalla partecipazione sui canali social, con una intensa attività di condivisione delle immagini di allestimento: migliaia gli scatti che si possono rintracciare sotto l’hasthag  ufficiale di mostra #dechiricomilano su Instagram.
Nello spazio del bookshop ‘d’autore’, disegnato da Leonardo Sonnoli e ispirato all’enigma, come anche il logotipo della mostra, il catalogo pubblicato da Marsilio-Electa ha venduto circa 3.200 copie, con un rapporto di 1 volume ogni 36 visitatori.