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giovedì 16 aprile 2009

Scuola tanti posti e poche assunzioni a tempo indeterminato

Scuola, le assunzioni? Solo al Nord, nel Meridione via migliaia di pro
da La Repubblica del 15 aprile 2009
Comincia a delinearsi con chiarezza l’impatto dei tagli Gelmini-Tremonti
Salteranno 20mila cattedre, precariato a casa e 700 esuberi


Assunzioni al Nord ed esuberi al Sud. Comincia a delinearsi in maniera abbastanza chiara l’impatto dei tagli agli organici della scuola voluta la scorsa estate dalla coppia Tremonti-Gelmini. Nelle regioni meridionali, complice - ma non troppo - il calo degli alunni, le pochissime classi a tempo pieno alla primaria e edifici scolastici più “sgarrupati” che altrove, salteranno quasi tutte le supplenze annuali conferite quest’anno e parecchi docenti di ruolo saranno costretti al cosiddetto esubero (sovrannumero). Una situazione che rischia di diventare esplosiva, al limite dell’emergenza sociale, perché al Sud le opportunità di lavoro si assottigliano giorno per giorno e il canale della scuola costituisce uno sbocco naturale per migliaia di laureati e diplomati.

Nelle regioni settentrionali, dove gli alunni sono in aumento e il taglio degli organici è stato più clemente, le cose andranno meglio: tra pensionamenti e posti già vacanti le cattedre libere sono parecchie e potranno scattare le assunzioni per il prossimo anno. Per fare il bilancio dei tagli basta guardare i numeri sui pensionamenti, quelli sulle cosiddette cattedre vacanti e i posti che salteranno dal prossimo primo settembre. Se l’esercizio viene svolto singolarmente per le tre realtà territoriali (Nord, Centro e Sud) del Paese viene fuori un interessante quadro: al Nord e al Centro si riusciranno a limitare i danni, al Sud insegnanti e alunni dovranno invece leccarsi le ferite.

Nelle otto regioni meridionali per effetto del taglio di 42 mila posti deliberato dal governo salteranno 20 mila cattedre. I pensionamenti sono poco più di 13 mila e 4 mila sono le cattedre attualmente vacanti. Risultato: precariato azzerato e circa 700 esuberi. Cioè, altrettanti insegnanti di ruolo che si ritroveranno dal prossimo settembre senza cattedra. Per loro si apre un periodo di incertezza: dovranno cercarsi un posto in un’altra scuola o nel frattempo si riuscirà a trovare una soluzione meno traumatica? Il rischio per i malcapitati è di doversi spostare a decine di chilometri di distanza dalla scuola di attuale servizio.

La proposta di alcuni sindacati è quella di lasciarli nelle scuole di appartenenza a disposizione per le supplenze o per i progetti. Nel primo caso fungerebbero da tappabuchi, nel secondo potrebbero contribuire ad allargare l’offerta formativa delle scuole colpite dalla furia riformatrice dell’esecutivo. La situazione, sempre nel meridione, è piuttosto preoccupante all’elementare (primaria) dove bisognerà collocare 1.800 maestre, e nella secondaria di primo grado (l’ex scuola media) con centinaia di prof di Italiano in sovrannumero. Il prossimo anno, trovare una supplenza al Sud potrebbe trasformarsi in un incubo: pochissime cattedre, sedi disponibili disagiate, spezzoni di cattedra e stipendi ridotti all’osso.

Oltrepassando la Capitale la realtà cambia di botto. Nelle 6 regioni settentrionali il taglio farà saltare “appena” 9 mila cattedre. E visto che i pensionamenti sono stati superiori alle 10 mila unità rimarranno un numero di cattedre vacanti superiore a quello di quest’anno: 9 mila e 500 circa. Su questi posti sarà possibile effettuare le assunzioni a tempo indeterminato. Anche le regioni centrali si salvano: 5 mila pensionamenti e taglio di 4 mila posti più di 4 mila posti che potranno essere occupati da precari. Per la scuola dell’infanzia, che non è stata toccata dai tagli, si profilano 5 mila posti vacanti per neoimmessi in ruolo e precari. Le 20 mila immissioni in ruolo promesse ai sindacati qualche settimana fa dovrebbero andate al personale Ata (amministrativo tecnico e ausiliario), per 7 mila unità, al sostegno (altre 7 mila unità), alla scuola dell’infanzia (5 mila posti) e qualcosina al superiore.
di Salvo Intravaia

lunedì 15 dicembre 2008

IUniScuola.Oltre lo specchio di Giorgio Guaiti




Stasera Giorgio Guaiti ha presentato al Circolo de Amicis la sua raccolta di racconti su Milano degli ultimi 20 anni
"Le pagine di un giornale, si dice, sono lo specchio della vita che raccontano. Ma non sempre è così. Ci sono momenti e temi che non trovano spazio nei resoconti di cronaca: situazioni, sensibilità, manie, paure e passioni di chi vive in una grande città che possono essere scovate e illustrate soltanto andando oltre quello specchio, oltre il rigido racconto dei fatti. È quello che, dal 1987, Giorgio Guaiti fa puntualmente sulle colonne del quotidiano "Il Giorno", nella rubrica Specchio segreto. Questo volume raccoglie un centinaio di quei testi, disponendoli in una raggiera di filoni tematici che sembra quasi alludere alla mappa della metropoli lombarda, al diramarsi dei principali corsi e viali dal centro verso la periferia. Ne scaturisce un sorprendente, accattivante spaccato di vita (non solo milanese) degli ultimi vent’anni, con frequenti e appassionati ritorni alla realtà e alle esperienze del passato, lungo un percorso che parte dagli anni Cinquanta per ricollegarsi ai nostri giorni, fino a proiettarsi nel futuro. Immagini, episodi, personaggi della città di ieri e di oggi vengono scrutati con uno sguardo a volte affettuoso, spesso ironico, garbatamente critico o sottilmente umoristico, sempre attento ai cambiamenti che, a cavallo fra i due secoli, hanno segnato in particolare Milano e i milanesi ma anche, più in generale, l’intera società italiana."
Non si lega chi sceglie di vivere da precario (pag 89 del libro)
"Commissario,dia retta a me.Non stia a perderci tempo:è un suicido.Lo conoscevo bene....Poi guardi il giornale aprto sul tavolo,il balcone spalancato.un salto e giù..."
"Ma lei lo ha letto il giornale?Ha visto su che pagina e rimasto apert?Mi stia a sentire .Mario era un insegnante : per la precisione docente incaricato, da più di dieci anni .Insomma ,era uno dei precari più vecchi di Milano.continua...
Oltre lo specchio. Una finestra su Milano fra XX e XXI secolo
di Guaiti Giorgio - O.G.E. Via Pezzotti,8-20141 Milano Tel.02 45472039
e-mail :info@edizioni-oge.com
Prezzo: € 18.00

venerdì 28 novembre 2008

IUniScuola :10 dicembre 2008 60° anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani





>>> Diamo voce ai diritti umani


Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo
adottata dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 10 Dicembre 1948
per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali
trattamento o a punizione crudeli, inumani o degradanti.
Preambolo

Considerato che il riconoscimento della dignità inerente a tutti i membri della famiglia umana e dei loro diritti, uguali ed inalienabili, costituisce il fondamento della libertà, della giustizia e della pace nel mondo;

Considerato che il disconoscimento e il disprezzo dei diritti dell'uomo hanno portato ad atti di barbarie che offendono la coscienza dell'umanità, e che l'avvento di un mondo in cui gli esseri umani godono della libertà di parola e di credo e della libertà dal timore e dal bisogno è stato proclamato come la più alta aspirazione dell'uomo;

Considerato che è indispensabile che i diritti dell'uomo siano protetti da norme giuridiche, se si vuole evitare che l'uomo sia costretto a ricorrere, come ultima istanza, alla ribellione contro la tirannia e l'oppressione;

Considerato che è indispensabile promuovere lo sviluppo dei rapporti amichevoli tra le Nazioni;

Considerato che i popoli delle Nazioni Unite hanno riaffermato nello Statuto la loro fede nei diritti fondamentali dell'uomo, nella dignità e nel valore della persona umana, nell'eguaglianza dei diritti dell'uomo e della donna, ed hanno deciso di promuovere il progresso sociale e un migliore tenore di vita in una maggiore libertà;

Considerato che gli Stati membri si sono impegnati a perseguire, in cooperazione con le Nazioni Unite, il rispetto e l'osservanza universale dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali;

Considerato che una concezione comune di questi diritti e di queste libertà è della massima importanza per la piena realizzazione di questi impegni;



L'ASSEMBLEA GENERALE
proclama
la presente dichiarazione universale dei diritti umani come ideale comune da raggiungersi da tutti i popoli e da tutte le Nazioni, al fine che ogni individuo ed ogni organo della società, avendo costantemente presente questa Dichiarazione, si sforzi di promuovere, con l'insegnamento e l'educazione, il rispetto di questi diritti e di queste libertà e di garantirne, mediante misure progressive di carattere nazionale e internazionale, l'universale ed effettivo riconoscimento e rispetto tanto fra i popoli degli stessi Stati membri, quanto fra quelli dei territori sottoposti alla loro giurisdizione.

Articolo 1
Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza.

Articolo 2
Ad ogni individuo spettano tutti i diritti e tutte le libertà enunciate nella presente Dichiarazione, senza distinzione alcuna, per ragioni di razza, di colore, di sesso, di lingua, di religione, di opinione politica o di altro genere, di origine nazionale o sociale, di ricchezza, di nascita o di altra condizione. Nessuna distinzione sarà inoltre stabilita sulla base dello statuto politico, giuridico o internazionale del paese o del territorio cui una persona appartiene, sia indipendente, o sottoposto ad amministrazione fiduciaria o non autonomo, o soggetto a qualsiasi limitazione di sovranità.

Articolo 3
Ogni individuo ha diritto alla vita, alla libertà ed alla sicurezza della propria persona.

Articolo 4
Nessun individuo potrà essere tenuto in stato di schiavitù o di servitù; la schiavitù e la tratta degli schiavi saranno proibite sotto qualsiasi forma.

Articolo 5
Nessun individuo potrà essere sottoposto a tortura o a trattamento o a punizione crudeli, inumani o degradanti.

Articolo 6
Ogni individuo ha diritto, in ogni luogo, al riconoscimento della sua personalità giuridica.

Articolo 7
Tutti sono eguali dinanzi alla legge e hanno diritto, senza alcuna discriminazione, ad una eguale tutela da parte della legge. Tutti hanno diritto ad una eguale tutela contro ogni discriminazione che violi la presente Dichiarazione come contro qualsiasi incitamento a tale discriminazione.

Articolo 8

Ogni individuo ha diritto ad un'effettiva possibilità di ricorso a competenti tribunali contro atti che violino i diritti fondamentali a lui riconosciuti dalla costituzione o dalla legge.
Articolo 9
Nessun individuo potrà essere arbitrariamente arrestato, detenuto o esiliato.

Articolo 10
Ogni individuo ha diritto, in posizione di piena uguaglianza, ad una equa e pubblica udienza davanti ad un tribunale indipendente e imparziale, al fine della determinazione dei suoi diritti e dei suoi doveri, nonché della fondatezza di ogni accusa penale che gli venga rivolta.

Articolo 11
1. Ogni individuo accusato di un reato è presunto innocente sino a che la sua colpevolezza non sia stata provata legalmente in un pubblico processo nel quale egli abbia avuto tutte le garanzie necessarie per la sua difesa.
2. Nessun individuo sarà condannato per un comportamento commissivo od omissivo che, al momento in cui sia stato perpetuato, non costituisse reato secondo il diritto interno o secondo il diritto internazionale. Non potrà del pari essere inflitta alcuna pena superiore a quella applicabile al momento in cui il reato sia stato commesso.

Articolo 12
Nessun individuo potrà essere sottoposto ad interferenze arbitrarie nella sua vita privata, nella sua famiglia, nella sua casa, nella sua corrispondenza, né a lesione del suo onore e della sua reputazione. Ogni individuo ha diritto ad essere tutelato dalla legge contro tali interferenze o lesioni.

Articolo 13
1. Ogni individuo ha diritto alla libertà di movimento e di residenza entro i confini di ogni Stato.
2. Ogni individuo ha diritto di lasciare qualsiasi paese, incluso il proprio, e di ritornare nel proprio paese.
Articolo 14
1. Ogni individuo ha il diritto di cercare e di godere in altri paesi asilo dalle persecuzioni.
2. Questo diritto non potrà essere invocato qualora l'individuo sia realmente ricercato per reati non politici o per azioni contrarie ai fini e ai principi delle Nazioni Unite.

Articolo 15
1. Ogni individuo ha diritto ad una cittadinanza.
2. Nessun individuo potrà essere arbitrariamente privato della sua cittadinanza, né del diritto di mutare cittadinanza.

Articolo 16
1. Uomini e donne in età adatta hanno il diritto di sposarsi e di fondare una famiglia, senza alcuna limitazione di razza, cittadinanza o religione. Essi hanno eguali diritti riguardo al matrimonio, durante il matrimonio e all'atto del suo scioglimento.
2. Il matrimonio potrà essere concluso soltanto con il libero e pieno consenso dei futuri coniugi.
3. La famiglia è il nucleo naturale e fondamentale della società e ha diritto ad essere protetta dalla società e dallo Stato.

Articolo 17

1. Ogni individuo ha il diritto ad avere una proprietà sua personale o in comune con altri.
2. Nessun individuo potrà essere arbitrariamente privato della sua proprietà.
Articolo 18
Ogni individuo ha diritto alla libertà di pensiero, di coscienza e di religione; tale diritto include la libertà di cambiare di religione o di credo, e la libertà di manifestare, isolatamente o in comune, e sia in pubblico che in privato, la propria religione o il proprio credo nell'insegnamento, nelle pratiche, nel culto e nell'osservanza dei riti.

Articolo 19
Ogni individuo ha diritto alla libertà di opinione e di espressione incluso il diritto di non essere molestato per la propria opinione e quello di cercare, ricevere e diffondere informazioni e idee attraverso ogni mezzo e senza riguardo a frontiere.

Articolo 20
1. Ogni individuo ha diritto alla libertà di riunione e di associazione pacifica.
2. Nessuno può essere costretto a far parte di un'associazione.

Articolo 21
1. Ogni individuo ha diritto di partecipare al governo del proprio paese, sia direttamente, sia attraverso rappresentanti liberamente scelti.
2. Ogni individuo ha diritto di accedere in condizioni di eguaglianza ai pubblici impieghi del proprio paese.
3. La volontà popolare è il fondamento dell'autorità del governo; tale volontà deve essere espressa attraverso periodiche e veritiere elezioni, effettuate a suffragio universale ed eguale, ed a voto segreto, o secondo una procedura equivalente di libera votazione.

Articolo 22
Ogni individuo, in quanto membro della società, ha diritto alla sicurezza sociale, nonché alla realizzazione attraverso lo sforzo nazionale e la cooperazione internazionale ed in rapporto con l'organizzazione e le risorse di ogni Stato, dei diritti economici, sociali e culturali indispensabili alla sua dignità ed al libero sviluppo della sua personalità.

Articolo 23
1. Ogni individuo ha diritto al lavoro, alla libera scelta dell'impiego, a giuste e soddisfacenti condizioni di lavoro ed alla protezione contro la disoccupazione.
2. Ogni individuo, senza discriminazione, ha diritto ad eguale retribuzione per eguale lavoro.
3. Ogni individuo che lavora ha diritto ad una rimunerazione equa e soddisfacente che assicuri a lui stesso e alla sua famiglia una esistenza conforme alla dignità umana ed integrata, se necessario, da altri mezzi di protezione sociale.
4. Ogni individuo ha diritto di fondare dei sindacati e di aderirvi per la difesa dei propri interessi.

Articolo 24
Ogni individuo ha diritto al riposo ed allo svago, comprendendo in ciò una ragionevole limitazione delle ore di lavoro e ferie periodiche retribuite.

Articolo 25

1. Ogni individuo ha diritto ad un tenore di vita sufficiente a garantire la salute e il benessere proprio e della sua famiglia, con particolare riguardo all'alimentazione, al vestiario, all'abitazione, e alle cure mediche e ai servizi sociali necessari; ed ha diritto alla sicurezza in caso di disoccupazione, malattia, invalidità, vedovanza, vecchiaia o in altro caso di perdita di mezzi di sussistenza per circostanze indipendenti dalla sua volontà.
2. La maternità e l'infanzia hanno diritto a speciali cure ed assistenza. Tutti i bambini, nati nel matrimonio o fuori di esso, devono godere della stessa protezione sociale.
Articolo 26
1. Ogni individuo ha diritto all'istruzione. L'istruzione deve essere gratuita almeno per quanto riguarda le classi elementari e fondamentali. L'istruzione elementare deve essere obbligatoria. L'istruzione tecnica e professionale deve essere messa alla portata di tutti e l'istruzione superiore deve essere egualmente accessibile a tutti sulla base del merito.
2. L'istruzione deve essere indirizzata al pieno sviluppo della personalità umana ed al rafforzamento del rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali. Essa deve promuovere la comprensione, la tolleranza, l'amicizia fra tutte le Nazioni, i gruppi razziali e religiosi, e deve favorire l'opera delle Nazioni Unite per il mantenimento della pace.
3. I genitori hanno diritto di priorità nella scelta del genere di istruzione da impartire ai loro figli.

Articolo 27
1. Ogni individuo ha diritto di prendere parte liberamente alla vita culturale della comunità, di godere delle arti e di partecipare al progresso scientifico ed ai suoi benefici.

2. Ogni individuo ha diritto alla protezione degli interessi morali e materiali derivanti da ogni produzione scientifica, letteraria e artistica di cui egli sia autore.
Articolo 28
Ogni individuo ha diritto ad un ordine sociale e internazionale nel quale i diritti e le libertà enunciati in questa Dichiarazione possano essere pienamente realizzati.

Articolo 29
1. Ogni individuo ha dei doveri verso la comunità, nella quale soltanto è possibile il libero e pieno sviluppo della sua personalità.
2. Nell'esercizio dei suoi diritti e delle sue libertà, ognuno deve essere sottoposto soltanto a quelle limitazioni che sono stabilite dalla legge per assicurare il riconoscimento e il rispetto dei diritti e delle libertà degli altri e per soddisfare le giuste esigenze della morale, dell'ordine pubblico e del benessere generale in una società democratica.
3. Questi diritti e queste libertà non possono in nessun caso essere esercitati in contrasto con i fini e principi delle Nazioni Unite.

Articolo 30
Nulla nella presente Dichiarazione può essere interpretato nel senso di implicare un diritto di un qualsiasi Stato, gruppo o persona di esercitare un'attività o di compiere un atto mirante alla distruzione di alcuno dei diritti e delle libertà in essa enunciati

martedì 25 novembre 2008

Donofrio di IUniScuola:"Ritornare al contratto di lavoro indeterminato"




L'Europa dai capelli brizzolati
"Un europa sempre più brizzolata ci attende"
Le nascite sono sempre più in calo mentre i costi per le pensioni e l'assistenza sanitaria in aumento. Nel 2050 l'età media della popolazione europea sarà di 49 anni contro i 39 di oggi.Rischiamo di trovarci di fronte ad un vuoto generazionale dalle conseguenze incalcolabili sul mercato del lavoro, sulla spesa sanitaria e sui sistemi di protezione sociale. Il deputato Gabriele Stauner (PPE-DE) lancia l'allarme

Per reagire all'invecchiamento della popolazione, il Parlamento, il 20 novembre scorso, ha votato la relazione di Gabriele Stauner sul futuro dei regimi previdenziali e pensionistici. Tra le soluzioni proposte: innalzare l'età pensionabile, ricorrere a sistemi pensionistici complementari e limitare le imposte sul lavoro.

Elisir di giovinezza

Tra 40 anni un lavoratore su quattro avrà più di 60 anni. L'Europa spenderà 27.2% del suo PIL nella protezione sociale. Le spese per l'assistenza sanitaria aumenteranno del 2%.
Statistiche alla mano, Gabriele Stauner, deputato e membro della commissione parlamentare Occupazione e Affari sociali (EMPL) ha tirato le somme sul futuro sviluppo demografico dell'Europa. Conclusione: un' Europa dai capelli brizzolati.

L'Onorevole Stauner nella sua relazione ha proposto varie soluzioni per far fronte all'inesorabile invecchiamento del nostro continente. Partendo da un dato di fatto, e cioè che la vita media degli europei si è allungata e migliorata qualitativamente, l'eurodeputato ha proposto di incoraggiare le persone a lavorare anche oltre l'età pensionabile.

Tra le altre soluzioni c'é quella, fondamentale, di investire ancora di più sui giovani. Questa categoria della popolazione dovrebbe avere più facilmente acceso al mercato del lavoro, sia attraverso la formazione sia attraverso misure economiche e sociali appropriate. Allo stato attuale, a parte la Svezia, non esistono in Europa misure sociali tali da permettere a studenti che sono, per esempio, anche giovani genitori, di lavorare, studiare e sovvenire ai bisogni familiari.

L'eurodeputato insiste inoltre sull'importanza di ritornare al contratto di lavoro indeterminato, come forma di contratto principale, per "garantire il rispetto dei diritti fondamentali come quello di avere un lavoro stabile".

Per finire, Stauner ha sottolineato l'importanza che avrà l'immigrazione legale nei prossimi decenni. Per far fronte al deficit demografico cui stiamo andando incontro, fare appello a questa risorsa potrebbe essere probabilmente una delle soluzioni "alla vecchiaia" del nostro continente.

venerdì 31 ottobre 2008

IUniScuola, La Scuola lombarda licenzierà 3.670 maestri non di ruolo




Giovedì, 11 Set 2008 Comunicato IUniScuola
Nel corrente scolastico i maestri non di ruolo nelle Scuole primarie della Lombardia sono 3.670. Dallo 01.09.2008 potranno essere licenziati per effetto dell’introduzione del Maestro unico,nel dettaglio:
BERGAMO 474;
Brescia 764;
COMO 144;
CREMONA 128;
LECCO 142;
LODI 57;
MANTOVA 133;
MILANO 1.432;
PAVIA 96;
SONDRIO 75;
VARESE 225.

Già dal prossimo anno scolastico potrebbero scattare gli esuberi degli insegnanti elementari di ruolo, in modo rilevante nelle provincie di Pavia,Como,Lodi ,Sondrio e Lecco.
Leonardo Donofrio(foto) Presidente di IUniScuola Sindacato Libero fa un appello sin d’ora ai Dirigenti Scolastici per valutare la correttezza dei licenziamenti,evitando la riduzione dei posti in organico “per cause non ascrivibili al dipendente “, motivo legittimo per iniziare un contenzioso avverso la messa in libertà ,ovvero a casa e senza stipendio. Coordinamento Regionale per la Lombardia

venerdì 24 ottobre 2008

IUniScuola.In 3 anni 87mila cattedre in meno

IUniScuola.In 3 anni 87mila cattedre in menoI tagli al personale docente, amministrativo e tecnico, i risparmi previsti per il bilancio dello Stato, le modifiche all'orario scolastico per medie e superiori, la trasformazione degli atenei in fondazioni, i tagli al Fondo di finanziamento delle Università, i tempi per l'attuazione delle norme. Ecco le risposte sui punti più controversi della riforma scolastica.

1 - È possibile dettagliare i tagli al personale della scuola?
I tagli programmati riguardano i docenti a tempo determinato (i supplenti), quindi è più corretto parlare di cattedre: dovranno essere 87.341 in tre anni. 42.105 nel 2009/10; 25.560 nel 2010/11 e 19.676 nel 2011/2012. Per il personale Ata (amministrativo, tecnico, ausiliario) è prevista una riduzione secca del 17%, ossia 42.500 posti in meno.

2 - Quali sono i risparmi previsti?
I risparmi nella scuola sono programmati nella "manovra d'estate" 2009 /2011. Per il bilancio dello Stato dovranno risultare "economie lorde di spesa non inferiori a 456 milioni di euro nel 2009; a 1.650 milioni di euro per l'anno 2010; a 2.538 milioni di euro per il 2011 e a 3.188 milioni di euro a decorrere dal 2012". Nel dettaglio, dal fronte dei docenti dovranno essere risparmiati 338.495.736 euro nel 2009; 1.179.540.433 nel 2010; 1.715.092.622 nel 2011 e 2.129.984.098 nel 2012.

3 - Come funzioneranno il maestro unico e il tempo pieno?
Il decreto stabilisce la reintroduzione, a partire da settembre 2009, del maestro unico nelle classi prime, al posto dell'insegnamento modulare (3 docenti per 2 classi). L'insegnante avrà un orario settimanale di 24 ore e dovrebbe essere affiancato dai docenti di inglese e di religione, oltre che da quello di sostegno (laddove previsto). Il piano programmatico prevede come orario "privilegiato" quello di 24 ore settimanali, resta la possibilità delle 27 e delle 30 ore, con aggiunta di altre 10 per il tempo mensa.

4 - Cosa accadrà alle piccole scuole?
Lo schema di piano programmatico del Governo sottolinea che circa 1.500 istituzioni scolastiche hanno una popolazione inferiore ai minimi previsti (meno di 300 alunni) per il riconoscimento dell'autonomia. Si aggiungono altre 1.050 comprese nella fascia minima. Per il testo si tratta di condizioni da eliminare «anche attraverso il progressivo superamento delle attuali situazioni relative a plessi e a sezioni staccate con meno di 50 alunni». Ossia una cifra che sfiora quota 10mila. Si tratta di parametri contenuti nel Dpr n.233/1998 emanato dal Governo Prodi. Il premier Silvio Berlusconi ha detto che «nessuna scuola sarà chiusa», anche se non godrà più dell'autonomia.

5 - Sono previste modifiche per gli indirizzi di studio e per gli orari?
L'orario obbligatorio nelle scuole medie sarà ridotto a 29 ore settimanali (rispetto alle attuali 32). Per licei classici, scientifici, linguistici e delle scienze umane avrà un tetto di 30 ore. Mentre per i licei artistici e quelli musicali la quota massima sarà di 32 ore. Stesso monte ore per istituti tecnici e professionali.

6 - Qual è il ruolo delle Regioni negli interventi previsti?
Tutti i regolamenti attuativi del piano programmatico dovranno essere valutati dalle commissioni parlamentari, dalla Conferenza unificata Stato-Regioni e, in alcuni casi, dal Consiglio di Stato. Al momento i rapporti con le Regioni sono molto conflittuali. L'ultimo contenzioso riguarda proprio la riorganizzazione della rete scolastica: le Regioni respingono l'ultimatum imposto dal Governo con il commissariamento ad acta, previsto per chi non approverà i piani di dimensionamento entro il 30 novembre.

7 - Ci sono termini da rispettare per attuare le novità?
I tempi di attuazione dei regolamenti sono molto stretti. Entro il prossimo dicembre dovrebbero concludersi tutte le procedure per la formazione delle classi e per la determinazione dei nuovi indirizzi di studio alle superiori. Dovranno essere pronti anche i piani di dimensionamento della rete scolastica. Interventi indispensabili per consentire alle famiglie di conoscere l'organizzazione dell'offerta formativa in tempo per le iscrizioni, nel mese di gennaio.

8 - Le università saranno obbligate a trasformarsi in fondazioni?
No, la legge 133/08 prevede per gli atenei la possibilità e non l'obbligo di diventare fondazioni di diritto privato. L'ok alla trasformazione deve essere deliberato a maggioranza assoluta dal Senato accademico e successivamente approvato dai ministeri dell'Istruzione e dell'Economia. Le fondazioni così costituite subentrano nel patrimonio dell'università e sono chiamate a una gestione finanziaria che assicuri l'equilibrio di bilancio. Le donazioni a favore delle fondazioni saranno esentasse e deducibili.

9 - A quanto ammontano i tagli all'Ffo (Fondo di finanziamento ordinario) previsti dalla Finanziaria?
L'Ffo sarà ridotto di 63,5 milioni per il 2009, di 190 milioni di euro per il 2010, di 316 milioni per il 2011, di 417 milioni per il 2012 e di 455 milioni a partire dal 2013. Le riduzioni, così come precisato nel testo della legge 133/08, sono un effetto del blocco del turn over stabilito dalla stessa legge, che - a partire dal 2009 - vieta agli atenei di assumere personale oltre il limite del 20% dei pensionamenti dell'anno precedente.

Fonte :IL SOLE24ORE.com