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mercoledì 26 febbraio 2020

Coronavirus, informazioni aggiornate di pubblica utilità


Cos’è il Coronavirus: domande a risposte frequenti (sul sito del Ministero della Salute)
Il virus che causa l’attuale epidemia di coronavirus è stato chiamato “Sindrome respiratoria acuta grave coronavirus 2” (SARS-CoV-2) la malattia provocata dal nuovo Coronavirus ha un nome: “COVID-19” (dove “CO” sta per corona, “VI” per virus, “D” per disease e “19” indica l’anno in cui si è manifestata).

I sintomi più comuni di un’infezione da coronavirus nell’uomo includono febbre, tosse, difficoltà respiratorie. Nei casi più gravi, l’infezione può causare polmonite, sindrome respiratoria acuta grave, insufficienza renale e persino la morte.
Il virus si diffonde principalmente attraverso il contatto con le goccioline del respiro delle persone infette, ad esempio tramite la saliva, tossendo e starnutendo, tramite i contatti diretti personali e anche tramite le mani contaminate (non ancora lavate) bocca, naso o occhi.
Secondo i dati attualmente disponibili, le persone sintomatiche sono la causa più frequente di diffusione del virus. L’OMS considera non frequente l’infezione da nuovo coronavirus prima che sviluppino sintomi.
Il periodo di incubazione varia tra 2 e 12 giorni; 14 giorni rappresentano il limite massimo di precauzione.
La via di trasmissione da temere è soprattutto quella respiratoria, non quella da superfici contaminate. E’ comunque sempre utile ricordare l’importanza di una corretta igiene delle superfici e delle mani. Anche l’uso di detergenti a base di alcol è sufficiente a uccidere il virus. Per esempio disinfettanti contenenti alcol (etanolo) al 75% o a base di cloro all’1% (candeggina).
Le malattie respiratorie normalmente non si trasmettono con gli alimenti. Anche qui il rispetto delle norme igieniche è fondamentale.

lunedì 24 febbraio 2020

Coronavirus, settima vittima italiana: quanti sono i contagiati



La situazione aggiornata dell'emergenza coronavirus in Italia: numeri e dati su contagi e decessi e tutte le informazioni utili
Cresce la paura in Italia per l’epidemia da coronavirus che sta tenendo tutto il paese col fiato sospeso. Secondo l’ultimo bollettino diramato da Angelo Borrelli, capo della Protezione Civile nonché commissario per l’emergenza da coronavirus, i casi accertati in Italia sono 23o e 7 le vittime.
Stando alle informazioni trapelate sono 101 i ricoverati con sintomi, 27 in Terapia intensiva e 94 in isolamento domiciliare. Sono divisi tra Lombardia (173, più 6 vittime), Veneto (32, più 1 vittima), Emilia Romagna (18), Lazio (3), Piemonte (3) e Alto Adige (1).
Coronavirus, chi sono le vittime
Le vittime accertate per il virus sono fin qui sette. Si tratta di pazienti anziani le cui condizioni cliniche pregresse erano già compromesse. La prima vittima in Italia è stata Andrea Trevisan, il 78enne di Vo’ Euganeo morto all’ospedale di Schiavonia sabato, poi la 75enne di Casalpusterlengo e la 68enne oncologia morta all’ospedale di Crema domenica.
La prima vera e propria impennata di decessi è avvenuta invece nella giornata di lunedì, col picco di 4 morti: si tratta di un 84enne bergamasco, un anziano di 88 anni nato a Caselle Landi e residente a Codogno, un 80enne di Castiglione d’Adda ricoverato al Sacco di Milano e un 62enne dializzato morto a Como.
Nella giornata di lunedì era trapelata la notizia di un altro decesso, avvenuto a Brescia e poi smentito.
Coronavirus, Italia bloccata: quali sono i Comuni isolati
Tante le misure adottate nelle regioni colpite dal virus per limitare il contagio. Il Governo ha deciso il divieto di allontanamento e di ingresso nelle aree ‘focolaio’ del coronavirus, che verranno presidiate dalle forze di polizia e, se necessario, dai militari. La mancata osservanza delle prescrizioni prevede delle sanzioni, che vanno da una multa fino all’arresto per 3 mesi.
I blocchi, come previsto dalle disposizioni del Governo, interessano 11 zone: si tratta di Codogno e altri nove comuni del lodigiano (CasalpusterlengoCastiglione d’AddaFombioMaleoSomagliaBertonicoTerranova dei PasseriniCastelgerundo e Sanfiorano) e l’area di Vo’ Euganeo in provincia di Padova.
Coronavirus, le informazioni utili su come comportarsi
Il numero attivo a livello nazionale dedicato all’emergenza coronavirus è il 1500. Lombardia e Veneto, cioè le due regioni al momento più colpite dall’emergenza coronavirus in Italia, hanno istituito dei numeri verdi che i cittadini possono contattare per ottenere informazioni utili relative al virus.
In Lombardia il numero verde da chiamare è 800-894545, mentre in Veneto è possibile contattare il numero verde 800-462340. Anche in Emilia Romagna è stato attivato un servizio telefonico: 800-033033.
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Coronavirus, crollo in Borsa: Milano perde il 5,4%, bruciati 30 miliardi. Petrolio giù, oro record


L'effetto Coronavirus» si abbatte sui mercati mondiali. E l’Italia, che da venerdì è alle prese con la diffusione del virus, è tra i mercati finanziari più colpiti.
Piazza Affari ha chiuso una giornata nera con l’indice Ftse Mib in calo del 5,43% a 23.427 punti, dopo essere arrivata a perdere oltre il 6%. La seduta negativa ha causato una riduzione della capitalizzazione del paniere dei titoli principali della Borsa di Milano di circa 30 miliardi di euro.
La paura per un’escalation del coronavirus fuori dalla Cina affossa anche le altre Borse europee. L’indice Eurostoxx 600 ha perso il 3,84%. Londra arretra del 3,34% a 7.146 punti. Francoforte cede il 4,01% a 13.035 punti e Parigi il 3,94% a 5.791 punti. Anche Wall Street in picchiata, con perdite intorno al 3% (qui i mercati principali e l’andamento degli indici).
A Milano il decimo ribasso più ampio
Il crollo di lunedì a Piazza Affari, porta il Ftse Mib ad azzerare i guadagni dell’anno in corso. Il calo è il decimo ribasso più ampio degli anni 2000: la seduta peggiore per la Borsa di Milano è stato quello del 24 giugno 2016, quando il Regno Unito ha scelto di uscire dall’Unione Europea e l’indice principale di Piazza Affari ha perso il 12,48%. L’ultimo calo in doppia cifra prima di quello - gli indici erano però calcolati diversamente - fu sempre a giugno, ma nel 1981. L’11 settembre, il giorno dell’attentato alle Torri Gemelle, il calo fu del 7,57%; 3 giorni dopo, del 6,62%. Nel 2008, con la crisi seguita al crack di Lehman Brothers, la Borsa perse l’8,24%; nelle sedute successive i cali furono del 7,14% (10 ottobre 2008), 6,78% (16 ottobre) 6,20% (11 novembre) e 6,26% (1 dicembre). Anche nel 2011 la crisi sul debito italiano spinse Piazza Affari in profondo rosso: il primo novembre la correzione del Ftse Mib era stata del 6,8%. Quello di oggi, dunque, è «soltanto» il decimo ribasso più ampio dal 2000.
Spread a 145 punti
A Milano, dopo un’apertura già molto negativa (-3,4%), la Borsa è peggiorata durante l’arco della giornata: nel pomeriggio, in concomitanza con l’avvio in terreno fortemente negativo dei mercati americani (Dow Jones -3,2%, Nasdaq -4,5%), l’indice principale - ovvero il Ftse Mib - era arrivata a cedere il 6%.
Intanto lo spread fra Btp e Bund tedeschi staziona a quota 145 punti, con il rendimento del decennale allo 0,96%.
«L’Italia verso la recessione»
L’impatto dei contagi da coronavirus per l’Italia non si limita ai mercati finanziari. Ad aggravare la situazione contribuisce anche l’economia reale, con la recessione «tecnica» data quasi per scontata dopo il -0,3% del quarto trimestre 2019. E un 2020 che va verso la crescita negativa, con stime fra -0,5% e -1%: sono queste le prime stime degli economisti sull’impatto dei contagi in Italia. Se, dopo il -0,3% segnato nell’ultimo trimestre del 2019, il pil italiano dovesse subire una nuova contrazione nel primo trimestre sotto il peso dell’emergenza, il paese entrerebbe tecnicamente in recessione, segnando due trimestri consecutivi con il segno meno, con Lombardia e Veneto che da sole rappresentano circa un terzo del pil nazionale (leggi l’articolo completo).
Il coronavirus ha «chiuso» il Nord-Est. Vale a dire la parte più forte del Paese che da solo vale oltre il 30% del Pil e il 40% delle esportazioni. 

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domenica 23 febbraio 2020

Salgono a 152 i contagi in Italia, tre i decessi Il Nord in quarantena. Al via i varchi a Vo'

Stop alle università per una settimana in Piemonte, Friuli Venezia Giulia e a Genova. Niente messe a Venezia. Chiuso il Duomo di Milano

C’è una terza vittima del Coronavirus. Una paziente oncologica morta all’ospedale di Crema. Mentre l’epidemia accelera. Più che raddoppiati i contagiati rispetto a ieri: sono 149 (esclusi i decessi). Entreranno in funzione dalle 7 i varchi di controllo, in entrata e in uscita, a Vo’ Euganeo, paese epicentro della diffusione del Coronavirus in Veneto. Si tratta di una delle misure di contenimento del rischio di contagio decisa venerdì sera con decreto del Governo. Saranno otto i varchi attivati nelle strade di accesso al Paese, controllati da personale dell’Esercito e delle forze dell’ordine.
L’Italia sale al terzo posto nella classifica mondiale per numero di casi, dopo Cina e Sud Corea. E il Nord si mette sotto quarantena per provare a frenare l’avanzata del Covid-19: stop a scuole, università, messe, pub, discoteche.
Le aziende pensano allo smart working per far lavorare da casa i dipendenti. Per gli 11 paesi delle zone focolaio è poi scattato il cinturamento: posti di blocco delle forze dell’ordine impediscono l’ingresso e l’uscita degli abitanti (circa 50mila in tutto).
Il premier Giuseppe Conte ha passato tutta la domenica nella sede della Protezione civile e prova a rassicurare: “sono sorpreso dall’esplosione dei casi, ma la linea della massima precauzione ha pagato, anche se sembrerebbe di no. Non bisogna affidarsi al panico, ma seguire le indicazioni delle autorità“.
Il Governo stanzia altri 20 milioni per fronteggiare l’emergenza. Il capo dello Stato Sergio Mattarella ha firmato il decreto con le misure speciali approvato la scorsa notte dal Cdm.
La TERZA VITTIMA è di nuovo una persona anziana, che era ricoverata da alcuni giorni nel reparto Oncologia dell’ospedale di Crema. Ed è sempre la LOMBARDIA la regione con il più alto numero di contagiati, 112, compresi i due morti. La Regione ha disposto la chiusura di scuole, università, musei. Sospese le messe. Porte sbarrate al Duomo di Milano (per i turisti) ed alla Scala. Stop a tutti gli eventi in programma. Restano aperti i negozi, ma non i bar ed i locali notturni, off limits dalle 18 alle 6. Le misure varranno per una settimana. “Se la situazione dovesse degenerare – ha spiegato il governatore Attilio Fontana – si potrebbero assumere iniziative più drastiche e rigorose” sul modello di quelle che in Cina sono state adottate “a Wuhan”.
Il premier Conte ha fatto sapere che le persone sfuggite dalla quarantena sono state “individuate e sono sottoposte a controllo delle asl locali”.
E nel capoluogo lombardo è corsa al cibo. I supermercati sono stati presi d’assalto dai milanesi.
Un dermatologo del Policlinico di Milano è risultato positivo al Coronavirus e si trova ora ricoverato all’ospedale Sacco. Si tratta del primo contagiato in città. 
Prova a chiudersi anche il VENETO, 22 contagiati, compresa la vittima (25 secondo la Regione, che include dei casi non ancora definiti). Il presidente Luca Zaia, ha firmato un’ordinanza per bloccare tutte le manifestazioni pubbliche, scuole e musei fino all’1 marzo. Si ferma anche il Carnevale di Venezia, dalle 24 di oggi. “E’ il provvedimento più grave che ho mai preso. Chiediamo la comprensione dei cittadini”, ha commentato Zaia.
 Misure analoghe anche in Piemonte, Friuli Venezia Giulia, Trentino Alto Adige – dove oggi si sono registrati i primi tre casi positivi, dei turisti lombardi – Liguria ed Emilia Romagna.
FS, RIMBORSI A CHI RINUNCIA AI VIAGGI. Il gruppo Fs prevede tra le misure attivate per l’emergenza Coronavirus anche “la definizione, in corso, di termini e modalità del rimborso in bonus per chi rinuncia al viaggio per tutte le tipologie di biglietto acquistate”. Inoltre sui treni verranno installati “dispenser di disinfettante per mani” e al personale sarà consegnato l’equipaggiamento protettivo (mascherine con filtro e guanti monouso”. Lo stesso provvedimento che è stato preso anche da Italo.

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