martedì 22 dicembre 2009

Scuola: il blocco delle assunzioni non riguarda i disabili


«Diversamente Abili: il prospetto informativo per il collocamento obbligatorio lo fanno le Scuole?»*
«Multe salate ai Dirigenti Scolastici che ignorano la situazione occupazionale dei disabili»*


Lo precisa una recente Circolare del Dipartimento della Funzione Pubblica, che arriva persino a ricordare le sanzioni previste dalla Legge 68/99, in caso di mancata copertura della quota d'obbligo
Ecco la Circolare Dipartimento della funzione pubblica – UPPA (Ufficio Personale Pubblica Amministrazione) - Servizio programmazione assunzioni e reclutamento, 14 dicembre 2009 n. 6
“Decreto legge 1° luglio 2009, n. 78. Articolo 17, comma 7. Divieto di nuove assunzioni.”

1. Premessa
Il decreto legge 1° luglio 2009, n. 78, convertito, con modificazioni, in legge 3 agosto 2009, n. 102, reca misure importanti volte a favorire la stabilità dei conti pubblici ed a realizzare gli obiettivi di riduzione di spesa perseguiti dalla recente legislazione in materia di finanza pubblica.
Un importante intervento è contenuto nell’art. 17, comma, 3 del d.l. 78/2009 ed è volto a conseguire, a decorrere dall’anno 2009, gli obiettivi di risparmio di spesa previsti dall’art. 1, comma 483, della legge 27 dicembre 2006, pari a 415 milioni di euro.
Si tratta di risparmi che devono essere realizzati in applicazione della disciplina contenuta nell’art. 2, comma 634, della legge 24 dicembre 2007, n. 244 rivolta a enti ed organismi pubblici statali, nonché a strutture pubbliche statali o partecipate dallo Stato, anche in forma associativa ed avente l’obiettivo di riordinare, trasformare o sopprimere e mettere in liquidazione i suddetti enti, entro il termine del 31 ottobre 2009, come differito dal comma 2 del citato articolo 17.
L’obbligo di conseguire i predetti risparmi investe, oltre che gli enti sopra richiamati, anche i corrispondenti Ministeri vigilanti, tenuto conto dei rispettivi settori ed aree di intervento. La procedura prevista per dare applicazione alla noma di legge è complessa ed articolata. E’ stata già avviata dal Ministero dell’Economia e delle finanze con nota del 20 luglio scorso, n. 79824.
Nelle more di definizione dell’intera procedura, che si conclude con il conseguimento degli obiettivi di risparmio prescritti, l’art. 17, comma 7, del d.l. 78/2009 pone alle amministrazioni e agli enti interessati dall'attuazione del comma 3 del citato articolo 17, il divieto di procedere a nuove assunzioni di personale a tempo determinato e indeterminato, ivi comprese quelle già autorizzate e quelle previste da disposizioni di carattere speciale. Trattasi di un divieto volto a rafforzare la norma che fissa gli obiettivi di risparmio e ad indurre le amministrazioni interessate a realizzarli celermente per evitare il protrarsi della misura restrittiva.
Il divieto vale tanto per le assunzioni ancora da autorizzare, quanto per quelle autorizzate con apposito provvedimento secondo la normativa vigente (DPCM o DPR) oppure autorizzate con legge speciale. Ne deriva che le amministrazioni destinatarie non possono, a decorrere dal 1° luglio 2009, effettuare alcun tipo di assunzione, fatto salvo quanto previsto dalla presente circolare.
Si aggiunge, altresì, che il divieto di assunzione, previsto dall’art. 17, comma 7, del d.l. 78/2009, comprende nella limitazione tanto le assunzioni a tempo indeterminato quanto quelle a tempo determinato.

2. Amministrazioni destinatarie del blocco e deroghe
Come si evince dal dettato normativo (art. 17, comma 7, del d.l. 78/2009) sono destinatari del blocco i seguenti soggetti:
- Ministeri, compresa la Presidenza del Consiglio dei Ministri;
- Enti ed organismi pubblici statali;
- Strutture pubbliche statali.
Nell’ambito dei soggetti destinatari, come sopra elencati, sono poi indicate dalla legge alcune deroghe specifiche che a volte interessano Amministrazioni nominativamente individuate, altre volte categorie professionali riconducibili, comunque, alle amministrazioni cui appartengono.

Ciò premesso, il divieto previsto dalla norma non si applica alle assunzione che interessano:
- il personale diplomatico;
- i corpi di polizia;
- le amministrazioni preposte al controllo delle frontiere;
- le forze armate;
- il corpo nazionale dei vigili del fuoco;
- le università;
- gli enti di ricerca;
- il personale di magistratura;
- il comparto scuola nei limiti consentiti dalla normativa vigente;
- l’Agenzia italiana del farmaco, nei limiti consentiti dalla normativa vigente, per le finalità di cui al comma 4 dell’articolo 34-bis del decreto-legge 30 dicembre 2008, n. 207, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2009, n. 14.
Rimane, comunque, ferma, per i settori esclusi dal divieto, la disciplina limitativa delle assunzioni come prevista dalla normativa vigente

3. Durata del blocco
Il blocco decorre dalla data di entrata in vigore del decreto legge, ovvero dal 1° luglio 2009, e termina con il concreto conseguimento degli obiettivi di risparmio di cui
all’art.17,comma 3, del d.l. 78/2009. Il termine finale di detto blocco potrebbe essere diverso per le Amministrazioni destinatarie, in quanto si definisce per ciascuna con il corretto adempimento prescritto dalla normativa. In ogni caso il comma 8 dell’art. 17 prevede che le comunicazioni sulle economie conseguite debbano avvenire entro il 30 novembre 2009. La conclusione del blocco sarà sancita per ciascuna amministrazione solo dopo che il Ministero dell’economia e delle finanze, d’intesa con lo scrivente Dipartimento, avranno verificato il reale conseguimento degli obiettivi di risparmio ed i conseguenti adempimenti sul piano organizzativo.
Si ricorda ancora una volta che il termine di adozione dei provvedimenti di riordino è fissato al 31
ottobre 2009 (art. 2, comma 634, legge 244/2008 e successive modificazioni). La complessità dell’intervento rende difficile prevedere i tempi di conclusione della procedura e quindi la vigenza del divieto di assunzione prescritto.
Rimangono, ovviamente, vigenti le disposizioni di cui all’art. 74 del decreto legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito con modificazioni, in legge 6 agosto 2008, n. 133 e le sanzioni di cui al comma 6 dello stesso articolo. Ne deriva che le amministrazioni che non hanno adempiuto alla riduzione degli assetti organizzativi prevista dall’art. 74 non potranno comunque assumere neppure dopo il riordino ed il raggiungimento degli obiettivi di risparmio di spesa di cui all’art. 2, comma 634, della legge 244/2007. Le misure di razionalizzazione dell’organizzazione previste dalla disposizione da ultimo richiamata non sono, infatti, da considerare alternative a quelle di cui al citato articolo 74, bensì aggiuntive.

4. Ambito e contenuto del divieto di assumere
In merito all’ambito di intervento del divieto di assumere, si ritiene siano esclusi dal divieto le categorie protette, nel limite del completamento della quota d’obbligo. Trattasi di una categoria meritevole di tutela in quanto rientrante tra le fasce deboli della popolazione che rimane normalmente esclusa dai blocchi e dai vincoli assunzionali, attesa l’esigenza di assicurare in maniera permanente l’inclusione al lavoro dei soggetti beneficiari della normativa di riferimento. Si ricorda che la mancata copertura della quota d’obbligo riservata alle categorie protette è espressamente sanzionata sul piano penale, amministrativo e disciplinare secondo quanto previsto dall’art. 15, comma 3, della legge 12 marzo 1999, n. 68.
IL MINISTRO PER LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE E L’INNOVAZIONE
F.to Renato BRUNETTA
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venerdì 18 dicembre 2009

Via libera definitivo dal Consiglio dei Ministri al decreto legislativo sulla class action

La class action diventa realtà. Il 17/12/2009 il Consiglio dei Ministri ha approvato in via definitiva il decreto legislativo di attuazione della Riforma Brunetta in materia di ricorso per l’efficienza delle amministrazioni e dei concessionari di servizi pubblici, che traduce in norme giuridiche vincolanti i principi contenuti nell’articolo 4, comma 2, lettera l) della Legge delega 4 marzo 2009 n. 15 e ne detta la disciplina processuale. Il testo aveva ricevuto il parere favorevole della Conferenza unificata e, nella giornata di ieri, quello delle competenti Commissioni di Camera e Senato. Si completa così un’altra fase del processo normativo di realizzazione del Piano industriale della Pubblica Amministrazione presentato dal Ministro Renato Brunetta il 28 maggio 2008.

Con questa nuova azione l’ordinamento si volge con decisione a una moderna visione della Pubblica Amministrazione come amministrazione di risultato, nel quadro di una concezione sostanziale del principio del buon andamento di cui all’articolo 97 della Costituzione. L’idea portante e innovativa è quella di legare la soddisfazione della pretesa avanzata da uno o più cittadini al promovimento - per garantire una elevata performance delle strutture pubbliche nei confronti di tutta la collettività - di un controllo esterno di tipo giudiziale sul rispetto, da parte delle pubbliche amministrazioni, degli standard (di qualità, di economicità, di tempestività) loro imposti. Il tutto assicurando la massima pubblicità al giudizio e la costante responsabilizzazione degli operatori pubblici. Si tratta di un istituto che si affianca ma che differisce profondamente dall’azione collettiva introdotta nel Codice del consumo dalla Legge finanziaria 2008. Quest’ultima infatti riguarda le lesioni dei diritti di consumatori e utenti in ambito contrattuale e, per certi ambiti, extracontrattuale ma non il rapporto tra cittadini e pubbliche amministrazioni. Inoltre, mentre l’azione del codice del consumo mira a proteggere la parte debole dallo squilibrio di posizioni sul mercato, questa nuova azione si propone - più incisivamente - di intervenire nello stesso processo di produzione del servizio, correggendone le eventuali storture. In entrambe le ipotesi si persegue l’obiettivo di indurre il soggetto erogatore dell’utilità a comportamenti virtuosi nel suo ciclo di produzione, ma la presente azione lo fa in modo più diretto perché tutela la strumentalità dell’organizzazione amministrativa alla realizzazione del bene pubblico. Infatti, la sentenza finale di accoglimento ordina di porre rimedio al disservizio ma non provvede sul risarcimento del danno cagionato dall’inefficienza. Le disposizioni contenute hanno lo scopo di garantire il cittadino-cliente da qualsiasi violazione degli standard di qualità del servizio pubblico, a prescindere dalla natura pubblica o privata del soggetto che lo eroga. In via indiretta, poi, si intende fornire alla collettività uno strumento di tutela nonché di accrescimento del tasso di democraticità e trasparenza nella gestione della cosa pubblica.

Gli elementi caratterizzanti la disciplina contenuta nel decreto sono:

- il ricorso consegue alla lesione di interessi giuridicamente rilevanti per una pluralità di utenti provocata dalla violazione di standard qualitativi ed economici così come degli obblighi contenuti nelle Carte di servizi oppure dalla violazione di termini o dalla mancata emanazione di atti amministrativi generali: l’oggetto del giudizio (lo scostamento da uno standard) si lega quindi strettamente alla previa definizione di standard di qualità organizzativa, che si persegue con il decreto legislativo n. 150/2009 (Riforma Brunetta);

- la sua proponibilità sia da parte dei singoli aventi un interesse diretto, concreto e attuale corrispondente ad una situazione giuridicamente tutelata sia da parte di associazioni e comitati a tutela degli interessi dei propri associati;

- la previsione di una diffida preventiva all’amministrazione, che viene così resa edotta tempestivamente della pretesa collettiva e può porre rimedio ai vizi lamentati scongiurando la proposizione dell’azione;

- il collegamento della sentenza con l’eventuale avvio di procedure innanzi agli organi preposti all’individuazione dei soggetti che abbiano cagionato l’inefficienza, alla loro valutazione e all’avvio del giudizio disciplinare, oltre che la sua comunicazione alla Corte dei conti e alla Commissione per la valutazione, la trasparenza e l’integrità delle amministrazioni pubbliche (recentemente istituita dalla Riforma Brunetta);

- la previsione di idonee forme di pubblicità del procedimento giurisdizionale, della sentenza e delle misure adottate per ottemperarvi allo scopo di potenziare la funzione di deterrenza;

- la possibilità di ricorrere al giudice dell’ottemperanza, in base ai principi generali del processo amministrativo, qualora l’amministrazione non adempie alla pronuncia.

La Presidenza del Consiglio dei Ministri e la Commissione per la valutazione, la trasparenza e l’integrità delle amministrazioni pubbliche provvederanno, per quanto di rispettiva competenza, al monitoraggio dell’attuazione di queste disposizioni, anche ai fini degli eventuali interventi correttivi.
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fonte www.innovazione.gov.it/

giovedì 3 dicembre 2009

Decreto Legislativo n.150 del 2009 art. 69: « Procedimento disciplinare»


«Prime indicazioni circa l’applicazione delle nuove norme »

Ecco la Circolare n. 9/09 - Relativa al Decreto Legislativo n. 150 del 2009( Pag.24 - art.69: «Disposizioni relative al procedimento disciplinare »). Indicazioni relative alla nuova disciplina del procedimento disciplinare introdotta dal d.lgs. n. 150/09, con particolare riferimento al periodo transitorio.
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domenica 22 novembre 2009

Responsabilità,infrazioni e sanzioni disciplinari dei pubblici dipendenti


«Il decreto Brunetta modifica il CCNL della scuola»






«Il Direttore dell'Ufficio Scolastico Regionale per la Lombardia»
scrive una lettera ai Dirigenti Responsabili degli U.S.P. e ai Diririgenti Scolastici della Lombardia con oggetto:
«Modifiche apportate dal D. Lgs. 150 del 27.10.09 (Titolo IV - Capo IV)in attuazione dell’art 7 della L. delega 15/2009 alla materia disciplinare»
«Le modifiche essenziali poste dal decreto 150 in materia di sanzioni disciplinari e responsabilità dei dipendenti pubblici possono sintetizzarsi come segue:
• semplificazione dei procedimenti;
• estensione dei poteri del dirigente della struttura in cui il dipendente lavora;
• riduzione dei termini temporali del procedimento;
• previsione della validità della pubblicazione del codice disciplinare sul sito istituzionale della P.A. che si considera;
• riforma del rapporto fra procedimento disciplinare e procedimento penale;
• definizione ed elencazione di una serie di infrazioni particolarmente graviassoggettate alla sanzione del licenziamento (elenco eventualmente ampliabile,ma non riducibile dalla contrattazione collettiva);
• previsione di nuove e specifiche ipotesi di responsabilità per condotte deldipendente pubblico che arrecano danno alla P.A.
Circa la malattia del dipendente pubblico, ed in particolare con riferimento al controllo delle assenze, sono confermate le misure a suo tempo introdotte dal D.L.112/08 (convertito in L. 133), mentre - per i casi di false attestazioni di presenze o difalsi certificati medici - sono introdotte sanzioni, anche di carattere penale, nonsoltanto nei confronti del dipendente coinvolto, ma altresì del medico eventualmentecorresponsabileCon riferimento al caso di accertata permanente inidoneità psicofisica al serviziodei dipendenti, la normativa in esame prevede che l’amministrazione possaeventualmente risolvere il rapporto di lavoro, con le modalità stabilite con successivoregolamento.Le nuove disposizioni disciplinari si applicano al personale del Comparto Scuola(ATA e docente) nonché al personale del Comparto Ministeri, con una evidentetendenza ad unificare il sistema della responsabilità disciplinare sotto il profilo dellaprocedura, e per quanto riguarda alcune infrazioni tipizzate».
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lunedì 9 novembre 2009

IUniScuola chiede annullamento e/o modifica avviso di esecuzione inserimento a «pettine»

Fermare la lesione dei diritti dei docenti che lavorano


VISUALIZZA NOTIZIA DAL WEB











ECCO LA RICHIESTA
ASSOCIAZIONE ISTRUZIONE UNITA SCUOLA “IUniScuola”
Via Olona n.19 20123 Milano Tel.02 39810868
e-mail:iusprecari@libero.it

-AL Responsabile dell'Ufficio Scolastico Provinciale-Via Ripamonti ,85 – 20141 Milano
uspmi@postacert.istruzione.it
[-AL COMMISSARIO Dott.Luciano Cannerozzi-All’Ufficio Scolastico Regionale per la Lombardia –
Agli Uffici Scolastici Provinciali Della Repubblica -Alle Istituzioni Scolastiche della Provincia – «tramite l'Ufficio scolastico provinciale di Milano»]

-Agli insegnanti interessati con avviso sul sito: www.milano.istruzione.lombardia.it
e,p.c. Ufficio Legale SEDE

Oggetto: Richiesta di accesso ai documenti amministativi-annullamento e/o modifica avviso di esecuzione

Lo scrivente Donofrio Leonardo, nato a San Fele(PZ) l'11... e domiciliato per questa procedura presso la sede sindacale IUniScuola Via Olona n.19 -20123 Milano in qualità di responsabile dell'associazione Istruzione Unita Scuola ai sensi dell'art.9 della L. 241/90,
Chiede
di disporre l'accesso all'ufficio competente per:
#Esaminare la documentazione amministrativa dei 1.391 ricorrenti che hanno al momento hanno notificato all'Ufficio scolastico di Milano le ordinanze di sospensiva accolte;
#Esaminare ed estrarre copia di documentazione in carta libera da concordare;
#Esaminare ed estrarre copia di documentazione conforme all'originale (in carta da bollo)da concordare.
#Esaminare i documenti amministrativi relativi al procedimento di «Esecuzione Ordinanze Consiglio di Stato - Ricorsi al TAR Lazio avverso il D.M. 42/09 - Inserimenti con riserva a pettine nelle graduatorie ad esaurimento del personale docente».
Per meglio formulare la richiesta di accesso e presentare memorie scritte e documenti
si chiede
«l'annullamento e/o modifica »
dell'avviso di avvio della procedura di esecuzione Prot. MIURAOOUSPMI R.U. n. 38295 del 6.11.2009 ad avviso dello scrivente carente sotto diversi aspetti ed in particolare non tiene conto degli artt.4,5 e 8 della L.241/90 e successive modifiche.

Si resta in attesa di tutti gli adempimenti di competenza, ivi compreso la notifica della presente richiesta avvalendosi dell' Uso della telematica (Art. 3-bis).
Milano 9 novembre 2009
Leonardo Donofrio Presidente IUniScuola

giovedì 5 novembre 2009

Forum by e-mail di IUniScuola sulla XVI Edizione COM*PA


La delegazione dell'Associazione Istruzione Unita Scuola è stata presente a COM*PA 2009:
« Martedì - 3 novembre - FORUM: Inaugurazione del Salone.Il contributo della P.A alla crescita del paese »;
«Mercoledì - 4 novembre - FORUM: I giovani e l'uso dei social network come mezzi di conoscenza e informazione»;
«Giovedì - 5 novembre - FORUM: Formazione in Comune-Tecnologie per l'innovazione»;


[LE REGIONI A COM-PA 2009 «L'importanza del dialogo con i cittadini al centro delle attività degli Enti Regionali».]
TU COSA NE PENSI? Dillo allo IUniScuola: info 388 3642614 oppure scrivere a iuniscuola@alice.it/

«COM-PA 2009 ospita gli stand espositivi del Consiglio Regionale della Basilicata, della Regione Campania, Lazio, Lombardia, Umbria e Sicilia, con l'obiettivo di evidenziare le loro attività di informazione e i progetti di comunicazione istituzionale, espressione del mutato atteggiamento delle P.A. Regionali, sempre più attente a creare occasioni di dialogo e di incontro con i cittadini al fine di renderli protagonisti della vita istituzionale.

La Regione Basilicata punta sulla promozione del territorio verso i cittadini locali e i turisti: per questo presenta a COM-PA la sua attività di comunicazione istituzionale, ideata per informare i cittadini sui servizi e le iniziative in programma, oltre ad una linea editoriale che approfondiscei volti dell'identità lucana ed alcuni eventi e premi che rendono la Basilicata un laboratorio di cultura e studio.
Focus della partecipazione della Regione al Salone sono progetti come “Percorso di cittadinanza attiva”, che intende rendere gli studenti i futuri protagonisti della vita democratica, oltre a strumenti di partecipazione e di informazione come il sito istituzionale (www.regione.basilicata.it), i Tg web e Radiogiornale web, notiziari online dedicati agli eventi più importanti dell'Ente e del territorio.

La Regione Campania partecipa a COM-PA con l'obiettivo di mettere in rilievo gli strumenti di comunicazione e le attività di informazione realizzate, al fine di rendere riconoscibile il ruolo svolto dall'Unione Europea e dalla Regione per la crescita della Campania in Europa.
Come affermato da Maurizio Di Pietro, Funzionario dell’Autorità di Gestione del POR Campania FERS 2007- 2013, “la nostra partecipazione a COM-PA mira a presentare le finalità del Programma FERS, cofinanziato dall’UE, per la realizzazione di interventi infrastrutturali (dalle opere viarie, alla riqualificazione del territorio urbano e al rilancio del turismo) finalizzati al riequilibrio strutturale della Regioni d’Europa”.
In particolare, la Regione Campania è attiva con un portale dedicato alla programmazione FESR 2007-2013 (www.porfesr.regione.campania.it), in cui è possibile trovare tutte le informazioni e la documentazione relativa al Fondo e le notizie in merito a bandi, graduatorie ed eventi. A COM-PA la Regione ha inoltre presentato le due pubblicazioni: “Piano di Comunicazione del POR Campania FESR” e “Linee guida e strumenti per comunicare il POR Campania FESR 2007-2013”, che rappresentano lo strumento per programmare organicamente le scelte di comunicazione e l'indicazione di suggerimenti al fine di garantire la più ampia conoscenza da parte dei cittadini dei benefici e dei risultati ottenuti.

La Regione Lombardia è presente al Salone con uno stand espositivo in condivisione con il Comune e la Provincia di Milano, per promuovere i progetti di comunicazione e per dare un forte segnale di unione tra le istituzioni lombarde, ma anche di risparmio della spesa pubblica.
Come affermato dalla Dottoressa Claudia De Roma, Responsabile Relazioni Utenti e Customer Service della Direzione Centrale Regionale Acquisti, “la partecipazione della Regione Lombardia a COM-PA si inserisce nell’ambito delle attività che la nostra Istituzione offre non solo ai cittadini, ma anche alle imprese. Proprio alle imprese, infatti, è rivolta la Centrale Regionale Acquisti, un sistema che punta alla centralizzazione e all’ottimizzazione degli acquisti nella P.A. lombarda, al fine di ottenere una liberazione di risorse, investibili in altre attività, per gli Enti. La Regione Lombardia, inoltre, promuove la piattaforma di e-procurement, che consentendo gli acquisti telematici per tutti gli enti della Lombardia, realizza la de-materializzazione e la semplificazione delle procedure di acquisto.”

Anche la Regione Umbria punta sulla valorizzazione del proprio territorio verso il pubblico, presentando a COM-PA 2009 la nuova linea di immagine coordinata dei parchi e dei musei, al fine di rendere ancora più visibili i risultati conseguiti nell'ambito della promozione del patrimonio culturale e ambientale.
La Regione Umbria, grazie ai finanziamenti europei “Misura 3.2 DOCUP 2000-2006, Valorizzazione delle risorse naturali e culturali”, ha inaugurato la nuova linea, che le ha permesso non solo di innovare la presentazione grafica, ma di scegliere una linea d'immagine dinamica, in forme differenti, ricollegabile ai valori culturali e ambientali dell'Umbria che si intendono rappresentare.
Come dichiara Angela Bistoni, Responsabile dell’Ufficio Relazioni con il Pubblico: “a COM-PA abbiamo puntato su uno stand trasparente, in grado di rappresentare la nostra strategia di comunicazione, focalizzata su una maggiore chiarezza di contenuti nei confronti dei cittadini”.

COM-PA è il Salone Europeo della Comunicazione Pubblica, dei Servizi al Cittadino e alle Imprese, giunto quest’anno alla XVI edizione. E’ considerato dagli operatori del settore come la sede privilegiata per un confronto tra Amministrazioni, Aziende, Università, studiosi e “addetti ai lavori” impegnati nella modernizzazione della Pubblica Amministrazione, nell’efficienza dei servizi e nella qualità delle relazioni con i cittadini».
Fonte Ufficio Stampa
NOW!PR

giovedì 29 ottobre 2009

Albo regionale dei docenti:« non è una novità»

[I precari chiedono il posto fisso e le abilitazioni all'insegnamento non a pagamento]

«L'albo regionale proposto da Formigoni è sostenuto da un sindacato confederale»
«Il sostegno del Sindacato arriva dopo il licenziamento di 16.543 docenti».
Nel dettaglio le domande accettate per il «contratto di disponibilità»:
ABRUZZO 405-BASILICATA 461 CALABRIA 1.444 -CAMPANIA 2.864
E.ROMAGNA 550-FRUILI V.G 171 LAZIO 1.647-LIGURIA 170
LOMBARDIA 787 MARCHE 492 MOLISE 228-PIEMONTE 290
PUGLIA 1.773-SARDEGNA 725
SICILIA 3.202-TOSCANA 730
UMBRIA 293-VENETO 350.

ITALIA:«domande presentate 21.821;domande anomale 5.278;
domande accettate 16.543».
LOMBARDIA «domande presentate 991;domande anomale 204;
domande accettate787».
MILANO:«domande presentate 511; domande anomale 113
domande accettate 398*».
*[Al momento quasi tutti hanno cercato autonomamente una sistemazione di insegnante nelle scuole di Milano].

[Solo chiacchiere dai firmatari del "patto Lombardo salva precari docenti " e nessuna risposta concreta alle richieste dei bisogni dei precari della scuola in Lombardia.]

Incarichi triennali e albo regionale dei docenti «Europei» :

Per «l'Associazione Istruzione Unita Scuola sindacato autonomo» sono sempre stati due cavalli di battaglia dal 2004 .

«L'incarico triennale avrebbe evitato il licenziamento coatto di 20 mila docenti».
Ecco cosa scrive l'associazione;
A)IUniScuola per una nuova Gestione MPI:Federalismo scolastico
Prima di tutto, ricordiamo che la finalità educativa di tutto il sistema scolastico di un’intera nazione, e cioè la formazione e la crescita culturale dei nostri ragazzi, va di pari passo con un altro diritto/dovere dei nostri giovani: essere preparati in vista delle realtà lavorative del territorio. Sappiamo benissimo che i giovani e le famiglie si aspettano questo.

Sarebbe inutile e anzi dannoso continuare a sfornare ragazzi anche preparatissimi per professioni e mestieri per i quali il mercato del lavoro è saturo.

Fuori di metafora, la nostra convinzione è la seguente: prima di affrontare le famose tre P, Professionalità, Paghe e Precariato, dobbiamo progettare un Sistema/scuola Decentrato, Regionale, inserito in un complesso Federale. Il nostro modello politico potrebbe essere ad esempio la Svizzera con i suoi Cantoni.

Quindi, la prima cosa da fare è abolire del tutto il Ministero della Pubblica Istruzione, elefantiaco e burocratico mausoleo retaggio di uno concezione dello ormai desueta.

Secondo passo deve essere l'abolizione di Direzioni Regionali e U.S.P, per istituire un unico Ufficio Scolastico Regionale, che provvederà a un reclutamento agile a livello territoriale.

"Ecco che allora IUniScuola ribadisce la necessità di approntare un albo regionale dei docenti per la piena e prioritaria sistemazione dei docenti già selezionati, in modo da evitare il caos burocratico, con i tragici balletti di inizio anno scolastico.

" La prima piaga, quella del precariato storico e delle Graduatorie chilometriche, sarà cosi automaticamente risolto, e di conseguenza anche la formazione professionale del personale della scuola, che si dovrà svolgere completamente IN RETE, senza impedire o intralciare il lavoro a scuola , ma offrendo una grande occasione di confronto e di dibattito ON LINE.

Infine, per quanto riguarda le paghe: DETASSAZIONE E INCENTIVI per chi s'impegna nelle attività didattiche e connesse. Queste sono le nostre proposte per risolvere le fatidiche tre P. Soluzioni a quanto pare drastiche, ma necessarie e convenienti. Le tre P: PRECARIATO, PROFESSIONALITA' E PAGHE: solo chiacchiere sino ad oggi per risolvere le questioni aperte" docenti,Ata e Dirigenti Scolastici".
IUniScuola per una riforma scolastica federalistica per porre fine alle tre piaghe della Scuola Italiana!
Leonardo Donofrio Presidente IUniScuola

B)Dal Forum sui precari della scuola:
Donofrio:«Sin dal luglio del 2004 in diverse assemblee di precari
emerse l’idea degli incarichi triennali.
Il motivo principale era nella possibilità di evitare il problema
del cambiare scuola ogni anno».
Donofrio Fondamentalmente siamo contrari a qualsiasi
corso di formazione a pagamento per diventare docente precario
.
Il decretoministeriale del 7 maggio 2008, sul nuovo corso Siss, è
finalizzato ad assicurare al sistema universitario “la continuità
nella propria offerta formativa degli insegnanti delle istituzioni
scolastiche”».
[continua...leggi tutto]

Visualizza>>>Nella Provincia di Milano il precariato e' un problema non risolto(archivio)
Elaborazione dello IUniScuola diMilano