venerdì 24 febbraio 2017

Il Milleproroghe è legge: guida misure 2017

Pensioni, lavoro, fisco, adempimenti, IVA, SISTRI, sisma, taxi, SISTRI: ecco tutte le scadenze posticipate dal Milleproroghe

Terminato l’iter di conversione in legge del decreto Milleproroghe, approvato in via definitiva, analizziamo misure e novità inserite nel corso del passaggio parlamentare, a partire dallo Spesometro 2017 diventato semestrale, con il dimezzamento degli adempimenti rispetto a quelli previsti dal Collegato alla Legge di Stabilità e comunicazioni dati fatture entro il 16 settembre per il primo semestre ed entro febbraio 2018 per il secondo.
Fra le misure più contestate, lo slittamento di un anno delle norme contro l’esercizio abusivo del servizio taxi e di noleggio auto con conducente. Proroga a novembre (rispetto al precedente termine di marzo) per la lotteria degli scontrini riservata a coloro che effettuano acquisti con carte di credito e di debito. Ennesima proroga per il SISTRI: doppio binario per gli adempimenti relativi al sistema di tracciabilità rifiuti ancora per tutto il 2017, slitta a fine anno anche il termine per il subentro del nuovo concessionario.
Pensioni
Misura importante per i pensionati, che non dovranno restituire lo 0,1% di recupero inflazione 2014-2015: in mancanza di questa proroga, il taglio sarebbe scattato dal prossimo mese di aprile. Si tratta di un adeguamento al recupero dell’inflazione 2014-2015, che da due anni viene prorogato, in presenza di un indice sui prezzi al consumo pari a zero, proprio per evitare che gli assegni previdenziali si riducano.
Lavoro
Confermato il rinvio delle nuove regole sulla quota di riserva nelle imprese tra 15 e 35 dipendenti (obbligo nuova assunzione / presenza in prganico di lavoratori disabili).  Slitta poi al 30 aprile il termine entro cui i lavoratori impatriati (lavoratori dipendenti italiani che rientrano dopo un periodo di almeno cinque anni all’estero) possono esercitare l’opzione per l’abbattimento della base imponibile. Proroga 2017 della GIGS (cassa integrazione straordinaria) per le imprese in aree di crisi industriale complessa.  Prorogata fino al 30 giugno la Dis-Coll, indennità di disoccupazione per i collaboratori, in attesa di un intervento legislativo che renda l’intervento strutturale permanente.
Semplificazioni
Resta fino al 31 dicembre 2017 l’obbligo di comunicazione dei dati relativi agli acquisti intracomunitari di beni e alle prestazioni di servizi ricevute da soggetti stabiliti in altro Stato membro dell’Unione Europea, che era stato abolito dal Decreto Fiscale collegato alla Finanziaria (dl 193/2016). Rimane però l’obbligo delle comunicazioni in questione per i soggetti IVA già tenuti alla presentazione mensile dei Modelli INTRA-2 per gli acquisti di beni o che rientrino in tale periodicità in base all’ammontare delle operazioni intracomunitarie di acquisto di beni (valore superiore a 50mila euro nel IV trimestre 2016 ovvero a gennaio 2017).
Dal gennaio 2018 cambiano le norme sulle comunicazioni di operazioni intracomunitarie, con le modifiche all’articolo 50, comma 6, del decreto 331/1993: niente più obbligo di presentazione per gli elenchi riepilogativi delle prestazioni di servizi, i soggetti identificati ai fini dell’applicazione della disciplina sulla territorialità dell’IVA (enti, associazioni e organizzazioni, anche non soggetti passivi) presentano solo l’elenco riepilogativo degli acquisti intracomunitari (non più quello delle prestazioni di servizi ricevute da soggetti passivi stabiliti in un altro Stato membro dell’Unione europea).
Pensione anticipata dei Precoci
I dettagli della Riforma delle Pensioni contenuti nella Legge di Stabilità 2017 con particolare riferimento alla pensione anticipata per i precoci che, a patto di rispettare alcune condizioni, possono ritirarsi con la quota 41. => VAI ALLO SPECIALE PENSIONE ANTICIPATA
Semplificazione anche sul fronte delle comunicazioni di beni d’impresa a soci e familiari.
Fisco
Prorogata per tutto il 2017 la detrazione IVA al 50% per l’acquisto di nuove case direttamente dalle imprese costruttrici in classe energetica A e B. Abrogato l’obbligo, per i proprietari di immobili, di indicare nella dichiarazione dei redditi la registrazione del contratto di affitto per utilizzare l’agevolazione sugli affitti a canone concordato (riduzione del 30% imponibile).
Terremoto
Niente IMU 2017 per gli immobili danneggiati dal sisma. Esenzione per tutto l’anno dal pagamento dell’imposta di bollo per le istanze presentate alla pubblica amministrazione da persone fisiche, residenti o domiciliate, e imprese con sede legale od operativa nei comuni colpiti dal terremoto. Proroga per tutto il 2017 dell’esenzione fiscale (IRPEF, IRAP e IMU) nelle zone dell‘Emilia Romagna colpite dall’alluvione del 2014 e dal sisma del 20 e 29 maggio 2012.

Fonte: legge di conversione del decreto Milleproroghe
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mercoledì 25 gennaio 2017

27 gennaio 2017 «Giorno della Memoria della Shoah»


 

«ACCENDI UNA CANDELA PER NON DIMENTICARE»*

L'Associazione Istruzione Unita Scuola (IUniScuola) è impegnata a tenere alta l'attenzione, verso ogni forma di discriminazione a riflettere sugli eventi del passato, e sulle lacerazioni del presente.
*Vuoi accendere il 27 gennaio 2017 anche tu una candela«per non dimenticare la Shoah»
e
«per evitare il ripetersi di triangoli»nel lavoro, nelle Scuole...]



Politici

Criminali

Omosex

T.Geova

Zingari

Ebrei

martedì 13 dicembre 2016

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giovedì 21 novembre 2013

COMUNE DI MILANO. Opere edilizie minori - Comunicazione di Inizio Attività Edilizia Libera (C.I.A.L.)

COMUNE DI MILANO. Opere edilizie minori - Comunicazione di Inizio Attività Edilizia Libera (C.I.A.L.) su La Voce dei Condomini «ATTENZIONE: Si informa che in data 21.10.2013 sono stati modificati i moduli per la presentazione delle CIAL di competenza delle Zone di decentramento e del SUE. Specifico avviso è stato pubblicato nella sezione "avvisi agli utenti" del Settore Sportello Unico per l'Edilizia» «Gli interventi di manutenzione straordinaria, ivi compresa l’apertura di porte interne o lo spostamento di pareti interne, sempre che non riguardino le parti strutturali dell’edificio, non comportino aumento del numero delle unità immobiliari e non implichino incremento dei parametri urbanistici (non prevedano aumento di S.l.p. nè cambi d’uso comportanti aggravio di dotazione di servizi) limitatamente alle sole opere interne a singola unità immobiliare e con esclusione delle opere di manutenzione straordinaria incidenti sulla facciata o sulle parti esterne dell’edificio oggetto di intervento»
TU COSA NE PENSI? Dillo alla Voce del Codominio info 02 39810868 o 346 6872531 oppure scrivere e-mail lavocedeicondomini@gmail.com

domenica 28 marzo 2010

Elezioni. Negato il diritto di voto: la farsa delle riduzioni ferroviarie

GIULIANO PISAPIA SINDACO X MILANO 5 centesimi al giorno per 5 anni di buongoverno Cosa puoi fare con 5 centesimi di euro al giorno? Molto: per esempio puoi contribuire a informare i cittadini milanesi del progetto di Giuliano Pisapia per la città. In questo modo aiuterai Giuliano a diventare sindaco di Milano e quindi a garantire alla nostra città 5 almeno anni di buongoverno. 5 centesimi al giorno per 5 anni corrispondono a 100€. Dai subito il tuo contributo alla campagna PISAPIAXMilano cliccando qui per donare attraverso carta di credito o un conto PayPal. In alternativa puoi fare un bonifico bancario sul conto identificato dal codice IBAN IT23L0501801600000000134029 oppure un versamento sul conto corrente postale 7741624. Tutti i conti sono intestati al Comitato elettorale PISAPIAXMILANO. Il sindaco uscente ha a sua disposizione l'intera macchina comunale e un patrimonio multimilionario da investire in pubblicità. Noi abbiamo il contributo e l'energia straordinari di almeno 2000 volontari, e per sostenere il loro lavoro e le nostre idee abbiamo programmato di investire 820mila euro. Ad oggi abbiamo raccolto 310mila euro. Con il tuo contributo e quello di altri sostenitori potremo coprire tutte le spese in modo trasparente. Vuoi sapere cosa faremo del tuo contributo? Lavoreremo per diffondere materiali e condividere informazioni con tutta la cittadinanza per fare in modo che ogni milanese sia a conoscenza del progetto di Giuliano per Milano. Abbiamo organizzato eventi, incontri, dibattiti; stiamo realizzando materiali informativi, volantini e manifesti. Spenderemo i fondi in modo trasparente, quindi cominciamo col dirti su quali spese ci siamo impegnati finora per l'intera durata della campagna: Stampati e affissioni: 156.000€ Inserzioni, internet ed eventi: 51.000€ Logistica: 19.000€ Servizi, prestazioni e consulenze: 110.000€ Periodicamente forniremo con questa newsletter informazioni sulla raccolta e sull'impiego dei fondi. Questione di punti di vista: apriamo gli occhi! Stiamo raccogliendo il punto di vista di tutti i cittadini sulle loro idee, i loro sogni, le loro aspettative sulla nostra città: ciò che non va ma anche ciò che di buono vogliono difendere. Ci sono due modi per contribuire a questa impresa: - mettendo a disposizione il tuo talento narrativo: se sai fare video, scattare fotografie, scrivere, o se hai una storia da raccontare, il tuo contributo sarà prezioso. Stiamo cucendo una rete di raccontastorie che insieme a noi facciano parlare Milano, ciascuno usando il linguaggio che preferisce. Se sei interessato, scrivici all’indirizzo http://t.contactlab.it/c/2002402/235/309465/591 e segnalaci le tue competenze. - mettendo a disposizione la tua capacità di dialogare e ascoltare: per coinvolgere più persone possibile in questa iniziativa vogliamo fare una serie di telefonate a tutti i partecipanti alle primarie. Stiamo creando un gruppo che possa fare questa delicata fase di comunicazione, trasmettendo alle persone l’entusiasmo e la voglia di cambiare. Se sei disponibile scrivici all’indirizzo http://t.contactlab.it/c/2002402/235/309465/592 e segnalaci la tua disponibilità. Fa' la cosa giusta: vai ai Pisapoint della Fiera Da venerdì 25 a domenica 27 marzo presso il quartiere fieristico FieraCityMilano si tiene Fa' la cosa giusta, la fiera nazionale del consumo critico e dello sviluppo sostenibilie. Per i tre giorni della durata della manifestazione saremo presenti all'ingresso e all'uscita della Fiera. Vienici a trovare! Potrai prendere il nuovo numero del nostro giornale gratuito Milano si può, volantini e gadget da diffondere per promuovere il progetto di Giuliano Pisapia per Milano. Inoltre Giuliano sarà presente alla manifestazione domenica 27 dalle 11:30.





venerdì 26 marzo 2010

Ora di religione: regole più rigide per chi non si avvale


Per saperne di più, visualizza: iscrizioni alle scuole statali e paritarie di ogni ordine e grado
[Formalmente è un’ora facoltativa, della quale gli studenti possono o meno avvalersi. Nella pratica, invece, una scelta diversa dall’ora di ora di religione cattolica viene sempre più osteggiata.]
[Il vero colpo di mano è stato portato a segno da Letizia Moratti nel 2004 quando, con un concorso ad hoc (leggasi sanatoria), la maggioranza di loro – circa il 70% – è entrata a pieno titolo in ruolo nello Stato, sebbene la Curia di competenza mantenga il diritto di revoca dell’incarico in ogni momento. Il che significa, se ciò si verificasse, che i docenti di religione andrebbero a coprire altro ruolo nella scuola pubblica. Basta solo che possiedano idoneo titolo di studio, il concorso è condonato].

L’ultima trovata della Regione Lombardia sul tema è un vero giro di vite per arginare le fughe dal ‘catechismo di Stato’: la scelta va fatta solo al momento dell’iscrizione nella prima classe. Non verrà quindi più proposta, al contrario di ciò che è sempre stato fatto, negli anni successivi. I genitori dei ragazzi che dovessero cambiare idea nel corso degli studi dovranno presentare esplicita richiesta in segreteria, ma la variazione avrà effetto solo dall’anno scolastico seguente.

«Chiedere ogni anno ai ragazzi se desiderano seguire religione, come succede in molte scuole, rischia di essere un invito a non farlo. Sarebbe come domandare loro se vogliono essere in classe per il corso di matematica: la tentazione di disertare è forte», commenta Marco Moschetti, insegnante di religione e membro del direttivo dell’ Associazione nazionale insegnanti di religione. Ecco qui spiegata la direttiva lombarda. Per evitare che i ragazzi disertino l’ora di religione, è meglio non ricordare loro che hanno la possibilità di non frequentarla.

Questo metodo, che sottende una certa tendenza coercitiva, non fa altro che perseguire la linea governativa in sostegno della Cei, la quale trae dall’ora di religione nelle scuole degli enormi ritorni in termini evangelici ed economici. I ministri dell’Istruzione dei governi Berlusconi, Letizia Moratti e Mariastella Gemini, hanno sempre più consolidato l’ora religione a scapito delle altre discipline (alle quali si continuano a tagliare ore di didattica) e del diritto degli studenti non cattolici. L’una e l’altra hanno fatto l’impossibile per stracciare quella pallida idea di equità che anche una disciplina facoltativa – e anticostituzionale – come la religione cattolica potrebbe comprendere.

Il vero colpo di mano è stato portato a segno da Letizia Moratti nel 2004 quando, con un concorso ad hoc (leggasi sanatoria), la maggioranza di loro – circa il 70% – è entrata a pieno titolo in ruolo nello Stato, sebbene la Curia di competenza mantenga il diritto di revoca dell’incarico in ogni momento. Il che significa, se ciò si verificasse, che i docenti di religione andrebbero a coprire altro ruolo nella scuola pubblica. Basta solo che possiedano idoneo titolo di studio, il concorso è condonato.

Ci si aspetterebbe, come minimo, che anche l’ora di didattica alternativa a quella di religione cattolica, prevista dall’ ultimo riferimento normativo in materia, fosse economicamente a carico dello Stato. E invece no. Sono i singoli istituti, sempre più strozzati dai ripetuti tagli che si abbattono sulla scuola pubblica come una mannaia, a dover far fronte alle eventuali spese con i propri fondi. Il risultato lo potrebbe immaginare anche un bambino: la maggioranza degli istituti italiani, di ogni ordine e grado, non prevede attività didattiche alternative.

Diretta conseguenza di ciò è che molte famiglie di non o diversamente credenti, per evitare che i propri figli siano esiliati in altre classi durante l’ora di religione come sovente succede nelle scuole materne ed elementari, rinunciano al diritto di non avvalersene.

Per i più grandi, invece, si profila come alternativa il corridoio o l’uscita anticipata. Ma ecco intervenire un altro piccolo ricatto: a partire dal terzo anno di superiori, l’ora di religione concorre a maturare credito scolastico in vista dell’esame di Stato. E chi non la frequenta si trova, dunque, nell’impossibilità di maturare analogo vantaggio. Il meccanismo attira i ragazzi, a prescindere da cosa - e se – credano. Se la religione cattolica dà credito supplementare, perché non frequentarla?

Ecco quindi spiegate le cifre della Cei sulla frequenza all’ora di religione, che complessivamente vanta, nell’anno scolastico 2008-2009, l’adesione del 91% degli studenti delle scuole pubbliche.

Ciliegina sulla ricca torta ecclesiale, i moduli diramati dal ministero Gelmini per l’iscrizione al prossimo anno scolastico non prevedono la scelta di attività didattiche e formative per chi non si avvale della religione cattolica. Le possibilità, infatti, sono solo due: attività individuali o di gruppo con assistenza di personale docente e uscita dalla scuola. E’ prevista, ha precisato la ministra Gelmini tra i denti, l’eventualità che la scuola li personalizzi aggiungendo attività formative, ma alla fine questa ‘dimenticanza’ fa solo tirare un sospiro di sollievo agli istituti, che possono evitare di porsi il problema di fornire un’alternativa didattica. Non è contemplata neanche nei moduli ministeriali!

In questo clima, l’iniziativa della Regione Lombardia è ancora più chiara. Mira a scoraggiare ulteriormente eventuali rinunce in corso d’opera soprattutto alle superiori. Già nella sola Milano, il 30% degli iscritti al primo anno sceglie di non avvalersi della religione cattolica, e la percentuale sfiora il 50% nelle ultime classi.

Ricapitolando, non si forniscono alternative didattiche, si danno crediti scolastici (solo) ai ragazzi cattolici e ora non si informano neanche più studenti e genitori dei loro diritti. Fare una scelta diversa da quella caldeggiata dalla Cei e supinamente recepita dai ministri della nostra Repubblica diventa sempre più complicato e, soprattutto, meno conveniente per tutti. Passo dopo passo, si sta spianando il terreno per trasformare l’ora di religione in materia curriculare, come la Gelmini ha auspicato in più occasioni. E quando succederà, probabilmente gli italiani neanche se ne accorgeranno.
di Cecilia M. Calamani [17 mar 2010]
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