venerdì 26 marzo 2010

Ora di religione: regole più rigide per chi non si avvale


Per saperne di più, visualizza: iscrizioni alle scuole statali e paritarie di ogni ordine e grado
[Formalmente è un’ora facoltativa, della quale gli studenti possono o meno avvalersi. Nella pratica, invece, una scelta diversa dall’ora di ora di religione cattolica viene sempre più osteggiata.]
[Il vero colpo di mano è stato portato a segno da Letizia Moratti nel 2004 quando, con un concorso ad hoc (leggasi sanatoria), la maggioranza di loro – circa il 70% – è entrata a pieno titolo in ruolo nello Stato, sebbene la Curia di competenza mantenga il diritto di revoca dell’incarico in ogni momento. Il che significa, se ciò si verificasse, che i docenti di religione andrebbero a coprire altro ruolo nella scuola pubblica. Basta solo che possiedano idoneo titolo di studio, il concorso è condonato].

L’ultima trovata della Regione Lombardia sul tema è un vero giro di vite per arginare le fughe dal ‘catechismo di Stato’: la scelta va fatta solo al momento dell’iscrizione nella prima classe. Non verrà quindi più proposta, al contrario di ciò che è sempre stato fatto, negli anni successivi. I genitori dei ragazzi che dovessero cambiare idea nel corso degli studi dovranno presentare esplicita richiesta in segreteria, ma la variazione avrà effetto solo dall’anno scolastico seguente.

«Chiedere ogni anno ai ragazzi se desiderano seguire religione, come succede in molte scuole, rischia di essere un invito a non farlo. Sarebbe come domandare loro se vogliono essere in classe per il corso di matematica: la tentazione di disertare è forte», commenta Marco Moschetti, insegnante di religione e membro del direttivo dell’ Associazione nazionale insegnanti di religione. Ecco qui spiegata la direttiva lombarda. Per evitare che i ragazzi disertino l’ora di religione, è meglio non ricordare loro che hanno la possibilità di non frequentarla.

Questo metodo, che sottende una certa tendenza coercitiva, non fa altro che perseguire la linea governativa in sostegno della Cei, la quale trae dall’ora di religione nelle scuole degli enormi ritorni in termini evangelici ed economici. I ministri dell’Istruzione dei governi Berlusconi, Letizia Moratti e Mariastella Gemini, hanno sempre più consolidato l’ora religione a scapito delle altre discipline (alle quali si continuano a tagliare ore di didattica) e del diritto degli studenti non cattolici. L’una e l’altra hanno fatto l’impossibile per stracciare quella pallida idea di equità che anche una disciplina facoltativa – e anticostituzionale – come la religione cattolica potrebbe comprendere.

Il vero colpo di mano è stato portato a segno da Letizia Moratti nel 2004 quando, con un concorso ad hoc (leggasi sanatoria), la maggioranza di loro – circa il 70% – è entrata a pieno titolo in ruolo nello Stato, sebbene la Curia di competenza mantenga il diritto di revoca dell’incarico in ogni momento. Il che significa, se ciò si verificasse, che i docenti di religione andrebbero a coprire altro ruolo nella scuola pubblica. Basta solo che possiedano idoneo titolo di studio, il concorso è condonato.

Ci si aspetterebbe, come minimo, che anche l’ora di didattica alternativa a quella di religione cattolica, prevista dall’ ultimo riferimento normativo in materia, fosse economicamente a carico dello Stato. E invece no. Sono i singoli istituti, sempre più strozzati dai ripetuti tagli che si abbattono sulla scuola pubblica come una mannaia, a dover far fronte alle eventuali spese con i propri fondi. Il risultato lo potrebbe immaginare anche un bambino: la maggioranza degli istituti italiani, di ogni ordine e grado, non prevede attività didattiche alternative.

Diretta conseguenza di ciò è che molte famiglie di non o diversamente credenti, per evitare che i propri figli siano esiliati in altre classi durante l’ora di religione come sovente succede nelle scuole materne ed elementari, rinunciano al diritto di non avvalersene.

Per i più grandi, invece, si profila come alternativa il corridoio o l’uscita anticipata. Ma ecco intervenire un altro piccolo ricatto: a partire dal terzo anno di superiori, l’ora di religione concorre a maturare credito scolastico in vista dell’esame di Stato. E chi non la frequenta si trova, dunque, nell’impossibilità di maturare analogo vantaggio. Il meccanismo attira i ragazzi, a prescindere da cosa - e se – credano. Se la religione cattolica dà credito supplementare, perché non frequentarla?

Ecco quindi spiegate le cifre della Cei sulla frequenza all’ora di religione, che complessivamente vanta, nell’anno scolastico 2008-2009, l’adesione del 91% degli studenti delle scuole pubbliche.

Ciliegina sulla ricca torta ecclesiale, i moduli diramati dal ministero Gelmini per l’iscrizione al prossimo anno scolastico non prevedono la scelta di attività didattiche e formative per chi non si avvale della religione cattolica. Le possibilità, infatti, sono solo due: attività individuali o di gruppo con assistenza di personale docente e uscita dalla scuola. E’ prevista, ha precisato la ministra Gelmini tra i denti, l’eventualità che la scuola li personalizzi aggiungendo attività formative, ma alla fine questa ‘dimenticanza’ fa solo tirare un sospiro di sollievo agli istituti, che possono evitare di porsi il problema di fornire un’alternativa didattica. Non è contemplata neanche nei moduli ministeriali!

In questo clima, l’iniziativa della Regione Lombardia è ancora più chiara. Mira a scoraggiare ulteriormente eventuali rinunce in corso d’opera soprattutto alle superiori. Già nella sola Milano, il 30% degli iscritti al primo anno sceglie di non avvalersi della religione cattolica, e la percentuale sfiora il 50% nelle ultime classi.

Ricapitolando, non si forniscono alternative didattiche, si danno crediti scolastici (solo) ai ragazzi cattolici e ora non si informano neanche più studenti e genitori dei loro diritti. Fare una scelta diversa da quella caldeggiata dalla Cei e supinamente recepita dai ministri della nostra Repubblica diventa sempre più complicato e, soprattutto, meno conveniente per tutti. Passo dopo passo, si sta spianando il terreno per trasformare l’ora di religione in materia curriculare, come la Gelmini ha auspicato in più occasioni. E quando succederà, probabilmente gli italiani neanche se ne accorgeranno.
di Cecilia M. Calamani [17 mar 2010]
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mercoledì 24 marzo 2010

Francia: scioperi dopo sconfitta governo


IUniScuoLa Italia: lo sciopero silenzioso in aumento in Italia
Molte scuole sono rimaste chiuse in Francia
Contro la riforma delle pensioni e il taglio di posti di lavoro

PARIGI, 23 MAR - Scioperi in tutto il settore pubblico sono in atto oggi in Francia, dove i trasporti sono a singhiozzo e molte scuole sono rimaste chiuse. Il tutto a 48 ore dalla pesante sconfitta del governo di centrodestra alle elezioni regionali.
I sindacati hanno dichiarato una giornata di sciopero, nel settore pubblico e privato, per protestare contro il progetto di riforma delle pensioni che il governo vuole portare avanti e contro il taglio di posti di lavoro nella funzione pubblica.( ANSA)

sabato 20 marzo 2010

Scuola.Trasferimenti nel caos, le domande si fanno col passaparola

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MANCANO DATI UFFICIALI I DOCENTI SI ARRANGIANO CON IL WEB E CON LE TELEFONATE AI COLLEGHI, A BREVE LA SCADENZA
Trasferimenti nel caos, le domande si fanno col passaparola
da IL GIORNO MILANO ATTUALITA'sabato 20 MARZO 2010

– MILANO – Se per quanto riguarda i presidi, a mancare sono le graduatorie e l’indizione di nuovi concorsi, su un’altra questione la lacuna è piuttosto di tipo informativo. Da un mese circa si è aperto per docenti e personale Ata (personale amministrativo tecnico e ausiliario) il periodo per fare richiesta di trasferimento in un’altra scuola. Tanti i moptivi possibili: logistici (scuola più vicina a casa), prestigio di un certo istituto o la perdita del posto attualmente occupato. La scadenza delle richieste è fissata per lunedì 22 marzo. Ma fino a oggi, però, nessuna lista di posti disponibili è ancora apparsa, on line o negli uffici scolastici. Per maestri di elementari e docenti di medie la richiesta deve essere effettuata proprio sul web, per i professori delle superiori si ricorre ancora al cartaceo. Gli interessati devono ancora barcamenarsi tra conoscenze, passaparola o indicazioni di preferenze dettate dal caso. «Tutti gli anni la stessa storia – racconta spazientita Pia Cardamone, professoressa di disegno tecnico al Gadda di Paderno Dugnano – e devo basarmi sul sentito dire. Di telefonare non se ne parla. Mi sono recata all’ufficio scolastico e ho indicato come preferenze Lissone, dove potrebbero liberarsi due posti, poi la mia scuola e quindi due licei artistici di Milano». Anche due scuole milanesi perché Pia Cardamone, 52 anni, vive in zona Lorenteggio e vorrebbe una scuola più a portata di mano. Ma che in quelle due scuole milanesi cerchino professori di disegno per il 2010-2011, lei non può saperlo.

In realtà alcuni posti disponibili sono noti, come fa sapere il provveditore agli studi della provincia, Giuliana Pupazzoni. «Sul sito si possono trovare quelli residui dell’anno scorso – afferma – e comunque si possono esprimere parecchie preferenze». I posti indicati sono quelli che nel 2009-2010 sono stati ricoperti da supplenti e che tornerebbero disponibili per l’anno venturo. Del resto, alle superiori, il periodo per le richieste di mobilità scade il 22. Il 26 marzo termineranno le iscrizioni ai nuovi licei, istituti tecnici e professionali. A fine mese si avrà il quadro completo dei nuovi alunni e quindi cominceranno le formazioni delle nuove classi. E dei nuovi organici di docenti e personale Ata. Ma per le richieste di trasferimento sarà troppo tardi.

Tuttavia anche in questo caso, secondo dati forniti da Iuniscuola, sembra che a giugno a Milano e Monza si avranno almeno 1181 pensionamenti di professori e di personale amministrativo. Quindi una lista di scuole indicativamente bisognose si sarebbe potuta avere. E almeno sul sito http://iuniscuolainforma.blogspot.com/ è apparsa qualche giorno fa.

Da ultimo, le voci di un eventuale nuovo provveditorato per Monza-Brianza hanno messo in allarme i professori milanesi che operano nella provincia nata nel 2004 e vorrebbero avere le idee più chiare su quale scuola prediligere per l’anno prossimo.
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*Responsabile Giuliana Pupazzoni, provveditore agli studi della provincia

venerdì 19 marzo 2010

Ambiente e sostenibilità, partecipa al sondaggio


BUONA Partecipazione!!!
E’ on line il sondaggio per la selezione di un tema specifico, collegato alla più ampia questione della sostenibilità ambientale. A partire da aprile, il tema più popolare sarà oggetto di un percorso di confronto e discussione rivolto a cittadini, esperti, professionisti, associazioni e rappresentanti della società civile.

Il sondaggio resterà aperto da lunedì 15 a mercoledì 31 marzo. Possono prendervi parte tutti gli iscritti al portale regionale Io Partecipo, esprimendo un solo voto.

Nel sondaggio sono elencati alcuni aspetti specifici legati alla più ampia tematica della sostenibilità, quali l’uso e consumo delle fonti energetiche, la mobilità e la gestione dei rifiuti. Ai partecipanti si chiede di formulare un giudizio sul loro grado di importanza, in un’ottica di impatto sul proprio vissuto quotidiano e salvaguardia e tutela dell’ambiente.

Il tema più popolare sarà successivamente oggetto di un forum on line, allargato anche ad esperti della Regione. Il forum partirà in aprile e sarà attivato per recepire osservazioni, idee e proposte, e evidenziare quanto finora è stato realizzato in Emilia-Romagna, con particolare attenzione alla definizione di indicatori e criteri di valutazione degli interventi già promossi e dei loro risultati.

In questo processo la Regione coerentemente con le disposizioni della recente Legge regionale sulla partecipazione (LR 3/2010 http://bit.ly/bxTx0T) riutilizza gli strumenti di e-democracy sviluppati in questi anni in collaborazione con gli enti locali applicandoli alle politiche di sostenibilità.

In parallelo verranno anche proposte agli iscritti, e con loro discusse, le regole di partecipazione ai forum, affinché il principio della condivisione si applichi anche alle modalità di svolgimento del processo stesso.

Se non l’hai ancora fatto iscriviti al portale ed esprimi la tua preferenza!

Cosa puoi fare su questo argomento

lunedì 15 marzo 2010

FRANCIA: VERSO RICONFERMA DI SEGOLENE ROYAL IN POITOU-CHARENTES


Menton, Monday, March 15, 2010
Segolene Royal
,ex candidata socialista del 2007 alle presidenziali , sara ' riconfermata alla guida della regione del Poitou-Charentes dove i socialisti hanno raccolto il 39% contro il 30% dell ' UMP.
Il Ps e' dato in testa anche Languedoc-Rousillon e Rhone-Alpes.
Alle precedenti regionali il Ps controllava 24 delle 26 regioni francesi: tutte tranne l'Alsazia e la Corsica. (AGI).

Il discorso di Martine Aubry
«I francesi hanno con il loro voto ha inviato un messaggio chiaro e forte.»
«Hanno espresso il loro rifiuto di una divisa, angoissée e indebolito la Francia»
«Hanno espresso il loro desiderio per un più giusto e più forte di Francia»
«I francesi hanno votato in gran parte per la sinistra, e hanno immesso il partito socialista molto nella parte superiore di esso.»
«Esso così raggiunto uno dei suoi massimi livelli storici»
«Accolgo anche i buoni risultati dei nostri partner a sinistra»


Francia: No alla precarietà!
marzo 2006











«MoGIV(Movimento Giovani InoccupatiVisibili):
Marzo 2006 Strasburgo
Manifestazione contro Contrat première embauche»
Lo IUniScuola con il MoGIV)al corteo di Strasburgo
per protestare contro la legge sul primo impiego
e la precarietà (CPE )

domenica 14 marzo 2010

Riuscito lo sciopero generale del 12 marzo 2010

Riuscito lo sciopero generale indetto da Cgil.
Agnoletto: una vigliaccata l'attacco all'art. 18.
«L’arbitrato è una grandissima vigliaccata, una pugnalata alle spalle dei lavoratori, già alle prese con la crisi più grave degli ultimi decenni. Quest’attacco all’art.18 è un incentivo al licenziamento di massa». Così Vittorio Agnoletto, candidato presidente della Regione Lombardia per la Federazione della Sinistra, interviene sui temi al centro dello sciopero della Cgil, al quale ha aderito partecipando stamattina alla manifestazione della Camera del Lavoro a Milano.
«Inoltre per tutti i lavoratori precari, che perdono il lavoro e non hanno nemmeno accesso alla cassa integrazione, noi chiediamo un salario sociale, subito: non è possibile che le fasce meno garantite, come i precari, i lavoratori a tempo determinato, le partite Iva e i collaboratori, non abbiano accesso agli ammortizzatori sociali (cassa integrazione, malattia, pensione). Inoltre, occorre investire subito nella formazione e stanziare fondi per avviare corsi di riqualificazione per i lavoratori usciti dal mondo del lavoro o licenziati dalle aziende in crisi. Come Federazione della Sinistra saremo a fianco della Cgil in qualsiasi altra iniziativa di protesta contro l’arbitrato, a difesa dello Statuto dei lavoratori».
«Ripreso dal sito web di Rifondazione Comunista Lombardia»
«Milano, 12 marzo 2010-Dichiarazione di Vittorio Agnoletto, candidato presidente della Regione Lombardia per la Federazione della Sinistra».

mercoledì 10 marzo 2010

Uno scaccia malocchio per non perdere la libertà

«in ogni caso è meglio evitare i "jettatori"»

IL FERRO DI CAVALLO
Il ferro è un materiale al quale sono associate buone proprietà contro i malanni e il malocchio.
Già gli antichi Romani inchiodavano alle pareti di casa ferri di cavallo come difesa dalla peste.
Persino i Cristiani credevano in questo amuleto in quanto la sua forma ricordava la lettera "C" di Cristo.
In tutto il mondo il ferro di cavallo viene utilizzato come scaccia malocchio, stando sempre ben attenti ad appenderlo con le punte rivolte verso l'alto. La spiegazione di questo sta nel fatto che se venisse appeso con le punte verso il basso la fortuna potrebbe scappare fuori
IL CORNETTO
Il corno portafortuna è, senza dubbio, il più diffuso amuleto italiano. Le sue origini sono antichissime e risalgono addirittura ai tempi del Neolitico (3500 A.C.), quando gli abitanti delle capanne usavano apporre fuori dall' uscio un corno come auspicio di fertilità.
Specialmente in quei tempi la fertilità veniva associata alla fortuna in quanto, più un popolo era fertile, più era potente e quindi fortunato.
IL QUADRIFOGLIO
E' considerato un portafortuna non solo per la sua rarità, ma anche per la sua forma che ricorda una croce.
Porta fortuna a chi lo trova e a chi lo riceve in dono.
Secondo la tradizione ogni foglia rappresenta una qualità:
la prima la reputazione, la seconda la ricchezza, la terza la salute e la quarta l'amore sincero.
LA COCCINELLA
La coccinella è legata nell' antichità ad una dea della bellezza e dell' amore.
Le sue elitre rosse (colore che già di per se porta fortuna) sono segnate da diversi puntini.
Se una coccinella si posa su una mano assicura fortuna per un numero di mesi pari al numero dei puntini e predice che a breve incasseremo dei soldi.
La fortuna è maggiore se l' insetto si posa il tempo necessario per contare fino a 22. Tutto questo, chiaramente, a patto che non gli si faccia del male.