venerdì 5 giugno 2009

RIORDINO ISTRUZIONE TECNICA E PROFESSIONALE:POTENZIAMENTO O IMPOVERIMENTO?

In questi giorni è uscito un comunicato stampa del MIUR sul riordino degli Istituti Tecnici,Tu! Cosa ne pensi?

ECCO IL COMUNICATO
Roma, 28 maggio 2009 -Riordino istruzione tecnica e professionale
Finalmente con il riordino dell'istruzione tecnica e professionale, inizia oggi il processo di riforma della scuola secondaria.
Questa mattina, infatti, dopo 78 anni dall'ultimo riordino datato 1931, il Consiglio dei Ministri ha approvato 2 Regolamenti che riformano gli istituti tecnici e gli istituti professionali.
Le norme introdotte con i nuovi Regolamenti riorganizzano e potenziano questi istituti a partire dall'anno scolastico 2010-2011 come scuole dell'innovazione.
"Il rilancio della cultura tecnica e professionale - ha affermato il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini - è la migliore risposta della scuola alla crisi, perché favorisce la formazione del capitale umano necessario per il rilancio del made in Italy e perché consente una pluralità di scelte formative integrate con la formazione professionale regionale, in contrasto con i rischi di dispersione scolastica.
I nuovi regolamenti vanno in continuità con il già annunciato scopo di rilanciare e potenziare la formazione tecnica e professionale - ha ribadito il ministro - che ha già dato importanti risultati come un aumento del numero degli iscritti già per il prossimo anno, soprattutto nelle regioni con maggiore presenza industriale.
Recenti indagini dimostrano che esiste una domanda di tecnici che è esattamente il doppio dell'offerta (300.000 tecnici richiesti dalle imprese contro i 140.000 attualmente offerti). Iscriversi ai nuovi istituti tecnici e professionali consentirà ai giovani maggiori opportunità occupazionali e una riduzione dei tempi di transizione tra scuola, formazione e lavoro".
Ecco i punti principali dei due regolamenti:
Riordino degli istituti tecnici
Attualmente in Italia gli istituti tecnici sono 1.800 suddivisi in 10 settori e 39 indirizzi. Le classi dei tecnici sono 40.307 frequentate da 873.522 alunni.
Con il nuovo Regolamento, invece, si è puntato a limitare la frammentazione degli indirizzi, rafforzando il riferimento ad ampie aree scientifiche e tecniche di rilevanza nazionale.

Nuovi istituti tecnici: 2 settori e 11 indirizzi
I nuovi istituti tecnici si divideranno in 2 settori: economico e tecnologico ed avranno un orario settimanale corrispondente a 32 ore di lezione. Saranno ore effettive contro le attuali 36 virtuali (della durata media di 50 minuti).
Nel settore economico sono stati inseriti 2 indirizzi:
1.amministrativo, finanza e marketing;
2.turismo.
Nel settore tecnologico sono stati definiti 9 indirizzi:
1.meccanica, meccatronica ed energia;
2.trasporti e logistica;
3.elettronica ed elettrotecnica;
4.informatica e telecomunicazioni;
5.grafica e comunicazione;
6.chimica, materiali e biotecnologie;
7.sistema moda;
8.agraria e agroindustria;
9.costruzioni, ambiente e territorio.
Tutti gli attuali corsi di ordinamento e le relative sperimentazioni degli istituti tecnici confluiranno gradualmente nel nuovo ordinamento.

Più ore di laboratorio
Il Regolamento prevede, inoltre, lo sviluppo di metodologie innovative basate sulla didattica laboratoriale, ovvero su una metodologia che considera il laboratorio un modo efficace di fare scuola in tutti gli ambiti disciplinari, compresi gli insegnamenti di cultura generale (per esempio. Italiano e storia).
Gli indirizzi del settore tecnologico hanno inoltre i seguenti spazi di insegnamento in laboratorio:
•264 ore nel biennio;
•891 ore nel triennio di cui 561 ore in terza e quarta e 330 ore in quinta.


Più autonomia e flessibilità dell'offerta formativa
I nuovi istituti tecnici sono caratterizzati da un'area di istruzione generale comune a tutti e due i percorsi e in distinte aree di indirizzo che possono essere articolate, sulla base di un elenco nazionale continuamente aggiornato nel confronto con le Regioni e le Parti sociali, in un numero definito di opzioni legate al mondo del lavoro, delle professioni e del territorio. Per questo, gli istituti tecnici avranno a disposizione ampi spazi di flessibilità (30% nel secondo biennio e 35% nel quinto anno) all'interno dell'orario annuale delle lezioni dell'area di indirizzo. Questi spazi di flessibilità si aggiungono alla quota del 20% di autonomia rispetto al monte ore complessivo delle lezioni di cui già godono le scuole. In questo modo possono essere recuperati e valorizzati settori produttivi strategici per l'economia del Paese (come, ad esempio, la plasturgia, la metallurgia, il cartario, le costruzioni aereonautiche ecc.)

Ore dedicate alle 2 aree:
AREA ISTRUZIONE GENERALE AREA INDIRIZZO
Primo biennio 660 ore 396 ore
Secondo biennio e quinto anno 495 ore 561 ore
Struttura del percorso didattico
Il percorso didattico degli istituti tecnici è strutturato in:
•un primo biennio, dedicato all'acquisizione dei saperi e delle competenze previsti per l'assolvimento dell'obbligo di istruzione e di apprendimenti che introducono progressivamente agli indirizzi in funzione orientativa;
•un secondo biennio e un quinto anno, che costituiscono un complessivo triennio in cui gli indirizzi possono articolarsi nelle opzioni richieste dal territorio e dal mondo del lavoro e delle professioni;
•il quinto anno si conclude con l'esame di Stato. Le commissioni giudicatrici possono avvalersi anche di esperti.

Più inglese
Inoltre sono state incrementate le ore dello studio della lingua inglese ed è stata prevista la possibilità di introdurre lo studio di altre lingue straniere.
Insegnamento di scienze integrate
E' previsto l'insegnamento di scienze integrate, al quale concorrono, nella loro autonomia, le discipline di "Scienze della terra e biologia", di "Fisica" e di "Chimica", con l'obiettivo di potenziare la cultura scientifica secondo una visione sistemica.
Nuovi modelli organizzativi
Il Regolamento prevede l'introduzione di nuovi modelli organizzativi per sostenere il ruolo delle scuole come centri di innovazione, attraverso la costituzione di
•Dipartimenti, quali articolazioni funzionali del collegio dei docenti per un aggiornamento costante dei percorsi di studio, soprattutto nelle aree di indirizzo;
•l'istituzione di un Comitato tecnico-scientifico, con composizione pariretica di docenti ed esperti, finalizzato a rafforzare il raccordo sinergico tra gli obiettivi educativi della scuola, le innovazioni della ricerca scientifica e tecnologica, le esigenze del territorio e i fabbisogni professionali espressi dal mondo produttivo;
•la realizzazione di un Ufficio tecnico per migliorare l'organizzazione e la funzionalità dei laboratori e la loro sicurezza per le persone e per l'ambiente.
•monitoraggio e valutazione delle innovazioni anche in relazione alle indicazioni dell'Unione europea.
Rafforzato rapporto con il mondo del lavoro e delle professioni
Le norme introdotte hanno come obiettivo la creazione di un raccordo più stretto con il mondo del lavoro e delle professioni, compreso il volontariato e il privato sociale, attraverso la più ampia diffusione di stage, tirocini, alternanza scuola-lavoro.
I risultati di apprendimento previsti a conclusione degli istituti tecnici saranno definiti entro il 2009 con uno specifico decreto ministeriale, attraverso il più ampio confronto e il pieno coinvolgimento dei docenti, dei dirigenti e del personale degli istituti tecnici.
Per preparare l'applicazione del Regolamento sono previste misure di accompagnamento con attività di Informazione/formazione del personale scolastico sui contenuti della riforma e con una Campagna di informazione in relazione alle scelte per gli studenti e le famiglie per l'anno scolastico 2010/2011.
Riordino istituti professionali
In Italia, attualmente studiano in 1.425 istituti professionali 545.229 alunni, suddivisi in 25.762 classi. Esistono 5 settori di istruzione professionale, con 27 indirizzi.
Con il riordino dell'istruzione professionale sarà riaffermata l'identità di questo tipo di scuola nell'ambito dell'istruzione superiore e i giovani acquisiranno le conoscenze e le competenze necessarie per ricoprire ruoli tecnici operativi nei settori produttivi di riferimento.
Gli studenti e le loro famiglie avranno immediatamente risposte chiare sulle possibilità di inserimento nel mondo del lavoro e sul passaggio all'istruzione universitaria.
Verrà superata la sovrapposizione con l'istruzione tecnica, si pongono le basi per un raccordo organico con il sistema d'istruzione e formazione professionale, di competenza delle Regioni. I servizi d'istruzione saranno più efficaci e le risorse utilizzate più efficientemente.
I nuovi istituti professionali
Gli istituti professionali si articolano in 2 macrosettori: istituti professionali per il settore dei servizi e istituti professionali per il settore industria e artigianato. Ai 2 settori corrispondono 6 indirizzi.
Il percorso Settore dei servizi si articola negli indirizzi:
1.Servizi per l'agricoltura e lo sviluppo rurale;
2.Servizi per la manutenzione e l'assistenza tecnica;
3.Servizi socio-sanitari;
4.Servizi per l'enogastronomia e l'ospitalità alberghiera;
5.Servizi commerciali.
Il percorso Settore industria e artigianato:
1.produzioni artigianali e industriali
Tutti gli attuali corsi di ordinamento e le relative sperimentazioni degli istituti professionali confluiranno gradualmente nel nuovo ordinamento.
Ore di insegnamento
Gli istituti professionali avranno un orario settimanale corrispondente di 32 ore di lezione. Saranno ore effettive contro le attuali 36 virtuali (della durata media di 50 minuti).
Più flessibilità dell'offerta formativa
Gli istituti professionali avranno maggiore flessibilità rispetto agli istituti tecnici. In particolare gli spazi di flessibilità nell'area di indirizzo riservati agli istituti professionali, aggiuntivi alla quota del 20% di autonomia già prevista, ammontano al 25% in prima e seconda, al 35% in terza e quarta, per arrivare al 40% in quinta.
Nelle quote di flessibilità, è possibile:
•articolare le aree di indirizzo in opzioni;
•introdurre insegnamenti alternativi inclusi in un apposito elenco nazionale, definito con decreto ministeriale, per rispondere a particolari esigenze del mondo del lavoro e delle professioni, senza incorrere in una dispendiosa proliferazione e frammentazione di indirizzi.
La struttura del percorso quinquennale AREA ISTRUZIONE GENERALE AREA INDIRIZZO
Primo biennio 660 ore 396 ore
Secondo biennio e quinto anno 495 ore 561 ore
La struttura del percorso quinquennale
Il percorso è articolato in:
2 bienni e 1 quinto anno
(il secondo biennio è articolato in singole annualità per facilitare i passaggi tra diversi sistemi di istruzione e formazione)
Offerta coordinata con la formazione professionale regionale
Gli istituti professionali potranno utilizzare le quote di flessibilità per organizzare percorsi per il conseguimento di qualifiche di durata triennale e di diplomi professionali di durata quadriennale nell'ambito dell'offerta coordinata di istruzione e formazione professionale programmata dalle Regioni nella loro autonomia, sulla base di accordi con il Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca.
Più laboratorio e tirocini
•Più ore in laboratorio;
•Stage, tirocini e alternanza scuola-lavoro per apprendere in contesti operativi soprattutto nel secondo biennio e nel quinto anno.
Nuovi modelli organizzativi
Il Regolamento prevede l'introduzione di nuovi modelli organizzativi per sostenere il ruolo delle scuole come centri di innovazione, attraverso la costituzione di
•Dipartimenti, quali articolazioni funzionali del collegio dei docenti per favorire l'integrazione disciplinare e la progettazione formativa;
•l'istituzione di un Comitato tecnico-scientifico, con composizione paritetica di docenti e di esperti del mondo del lavoro, delle professioni, che ha funzioni consultive e di proposta per organizzazione aree di indirizzo e utilizzazione degli spazi di autonomia e flessibilità;
•la realizzazione di un Ufficio tecnico (per gli istituti settore industria e artigianato) con il compito di organizzare in maniera funzionale i laboratori, il loro adeguamento alle innovazioni tecnologiche, le misure necessarie per la sicurezza delle persone e dell'ambiente.
I risultati di apprendimento previsti a conclusione dei percorsi quinquennali degli istituti professionali saranno definiti entro il 2009 con uno specifico decreto ministeriale, attraverso il dialogo con i docenti, i dirigenti e il personale degli istituti professionali, e il confronto con le Regioni e le parti sociali.
Per preparare l'applicazione del Regolamento sono previste misure di accompagnamento con attività di Informazione/formazione del personale scolastico sui contenuti della riforma e con una Campagna di informazione in relazione alle scelte per gli studenti e le famiglie per l'anno scolastico 2010/2011.

mercoledì 27 maggio 2009

Scuola : Il Commiato del Direttore Generale dell'USR e l'occupazione dell'Ufficio Scolastico




ECCO IL COMMIATO
del Direttore Generale dell’Ufficio Scolastico Regionale per la Lombardia Anna Maria Dominici(foto in alto))

Carissimi,
in procinto di lasciare la Lombardia per assumere la giuda dell’Ufficio Scolastico Regionale per la Liguria, desidero rivolgere a tutti Voi il mio saluto ed esprimere a tutti il più sentito ringraziamento per il patrimonio di umanità e di professionalità che questo splendido territorio mi ha consentito di maturare e per quanto, insieme, abbiamo realizzato.
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ECCO I MOTIVI DELLA MANIFESTAZIONE DEL 27 maggio 2009
COMUNICATO STAMPA

Scuola, presidio al Provveditorato, Gatti: “Tagli inaccettabili”
Milano, 27 maggio 2009. Il candidato Presidente alla Provincia di Milano per la coalizione di Sinistra (Lista Un’altra Provincia, PRC e PdCI), Massimo Gatti, ha partecipato nel pomeriggio di oggi al presidio indetto dall’ Assemblea delle scuole del milanese davanti all’Ufficio Scolastico Provinciale di Milano per protestare contro i tagli imposti alla scuola pubblica dalla riforma Gelmini.
“I numeri parlano chiaro: solo nella provincia di Milano meno 470 maestre/i, meno 400docenti nelle superiori, meno 790 personale ata, meno 900 docenti alle medie e aumento generalizzato del numero di allievi per classe. Sono cifre inaccettabili. – ha dichiarato Massimo Gatti - Per fortuna che il Provveditore aveva promesso che i tagli non ci sarebbero stati!
Si lasciano per strada centinaia di lavoratici e lavoratori mettendo a serio rischio il regolare inizio dell’anno scolastico. Il Provveditore anziché rinchiudersi nel suo ufficio dorato, rifiutandosi di incontrare la delegazione dell’ Assemblea delle scuole del milanese, dovrebbe piuttosto spiegare in che modo intende affrontare il prossimo anno scolastico di fronte a questi tagli pesantissimi.
Bene hanno fatto oggi docenti, personale ata, studenti e genitori a protestare contro questo ennesimo tentativo di colpire la scuola pubblica e contro la riforma Gelmini che nei fatti è già stata bocciata dallo straordinario movimento dell’Onda e dalle migliaia di cittadini che anche quest’anno hanno scelto in massa il tempo pieno riducendo la scelta del maestro unico a percentuali minime.
La scuola pubblica, laica e democratica la scuola della Costituzione va difesa e valorizzata come una grande priorità. Continueremo a sostenere la lotta dei genitori, dei docenti, degli studenti e di tutte le lavoratrici e i lavoratori, per impedire gli esuberi e per impedire che si affermi la politica del duo Tremonti-Gelmini che mira unicamente al completo smantellamento della scuola pubblica”.
Federico Gamberini

martedì 19 maggio 2009

IUniScuola.Gelmini: «Invariati gli esami per la licenza media». «Superiori, rivoluzione tra 15 giorni»

ROMA. Un colpo al freno e uno all’acceleratore per le riforme dell’Istruzione targate Gelmini. Se, infatti, il debutto della nuova versione dell’esame di terza media slitta al prossimo anno, sta per approdare in Consiglio dei ministri il riordino delle scuole superiori. Gli annunci sono stati fatti ieri dalla stessa Gelmini.

Per prendere la licenza di terza media, dunque, per i circa 600.000 studenti che a metà giugno sosterranno l’esame non ci saranno le previste novità: la prova si svolgerà secondo il regolamento dello scorso anno.

«Noi – ha detto il ministro a margine di un incontro in una scuola di Cinisello Balsamo (Milano) – abbiamo portato avanti il regolamento sulla valutazione. Il Consiglio di Stato ci ha messo un po’ più del tempo che avevamo previsto per poter dare l’ok e, quindi, per quest’anno non ci sono sostanziali modifiche se non la valutazione del comportamento. D’altra parte, ci si sarebbe esposti a un forte rischio giuridico innovando nel secondo quadrimestre».


L’unica innovazione – ha sottolineato ancora il ministro – sarà dunque il voto in condotta. «Per quanto riguarda il resto – ha concluso – si partirà da settembre». Passi avanti, invece, per la riforma della scuola secondaria superiore. È pronta e sarà presentata in Consiglio dei ministri nell’arco di 15 giorni. «Si tratta – ha detto il ministro in occasione della visita nella scuola, un istituto superiore di Cinisello Balsamo – di una riforma epocale perché è dal 1923 che non si ammodernava il sistema della scuola superiore.

Abbiamo svolto un forte lavoro di concertazione con le Regioni e con gli enti competenti». Lo spirito della riforma, ha proseguito il ministro, è stato quello di rilanciare l’educazione tecnica e la formazione professionale, «ma ci saranno – ha affermato – novità anche per la formazione nei licei, con una forte attenzione alle lingue straniere e agli strumenti tecnologici per la didattica».

Gli orientamenti della riforma (che dovrebbe essere operativa dal 2010) sono già chiari. Prima di tutto, una drastica riduzione degli indirizzi di studio di licei e istituti tecnici: i primi passeranno da 510 a 9, i secondi da 204 a 11. Verranno poi introdotti due nuovi licei (musicale- coreutico e delle scienze umane), lo studio dell’inglese sarà obbligatorio per tutti i cinque gli anni delle superiori, nei licei scientifico e classico saranno potenziate le materie scientifiche. Infine, le ore di lezione passano da 50 minuti effettivi a 60.

Rivoluzione inoltre negli istituti tecnici organizzati in due bienni+un anno: l’orario settimanale sarà di 32 ore, aumenteranno le quote di flessibilità a disposizione degli istituti e si darà ampio spazio ai laboratori, favorendo un maggior raccordo con il mondo del lavoro. Altra novità in cantiere è l’introduzione, nell’anno della maturità, dell’insegnamento di una materia in una lingua straniera.

Per quanto riguarda infine la riforma dell’università, la Gelmini ha annunciato che sarà presentata «molto presto» in Consiglio dei ministri. «Anche nel sistema dell’università – ha detto il ministro – è stato fatto un forte lavoro di condivisione con il mondo accademico, in cui occorre un ricambio generazionale e in cui vogliamo affermare a pieno titolo la meritocrazia». Il ministro ha commentato le tensioni che venerdì a Torino hanno contrassegnato la preparazione dei lavori per il «G8 dei rettori»: «Spiace constatare che quella che dovrebbe essere una vetrina per il nostro Paese si stia trasformando in una conflittualità che non giova all’immagine dell’università».
TIZIANA CAROSELLI (da www.lasicilia.it)

mercoledì 13 maggio 2009

Milano:Umberto Bettarini candidato al Consiglio Provinciale

BREVE PRESENTAZIONE:
20 anni, studente di scienze politiche all'università degli studi di Milano. Ha incominciato a fare politica fin dai tempi del liceo, militando nel Collettivo Casiraghi. Ha preso parte alle mobilitazioni dello scorso autunno in difesa dell'università pubblica e contro i tagli indiscriminati del Governo. E' membro del Coordinamento Provinciale dei Giovani Comunisti.

domenica 3 maggio 2009

Elezioni europee.Si candidano Berlinguer, Costa, Aprea, Mauro


Si sa che i politici, almeno in Italia, non mettono in cima alle loro ambizioni quella di diventare parlamentari europei. Così negli elenchi dei candidati alle prossime elezioni europee troviamo pochi esponenti di primo piano dei vari partiti se si escludono i leader, come Berlusconi e Di Pietro, che hanno scelto di capeggiare le rispettive liste non per andare a Strasburgo ma per accrescere le chances di successo dei loro partiti in elezioni che avranno inevitabilmente anche un rilievo sul piano della politica nazionale.

Non mancano tuttavia, nel settore dell'istruzione, alcune candidature di spicco, soprattutto nelle due formazioni maggiori, il PD e il PDL. Per il Partito Democratico scende in campo come capolista, nella circoscrizione del Nord-Est, l'ex ministro della P.I. Luigi Berlinguer. Per la stessa lista, sempre nel Nord-Est, si presenta anche Laura Fincato, con un passato di sottosegretario socialista al ministero di viale Trastevere, e un presente di assessore nel comune di Venezia guidato dal sindaco Cacciari. Di rilievo, nelle liste del PD per il Centro Italia, è anche la candidatura di Silvia Costa, assessore regionale all'istruzione nel Lazio e coordinatrice della IX Commissione Istruzione della Conferenza delle Regioni.

Nelle liste del PDL spicca la candidatura, nel Nord-Ovest, di Valentina Aprea, presidente della commissione Cultura della Camera, già sottosegretario al MIUR con il ministro Moratti. Per il PDL si ricandida anche l'uscente Mario Mauro, vicepresidente del Parlamento europeo, che si è spesso occupato di istruzione.


Nelle liste delle forze politiche più piccole, soprattutto di quelle che puntano a superare la soglia del 4% per entrare nel Parlamento Europeo, compaiono candidati "scolastici" che non hanno alle spalle una carriera politica, ma sono ben noti nel mondo della scuola e dell'università.

Per "Sinistra e Libertà", che raccoglie esponenti della ex Sinistra DS, della minoranza di Rifondazione comunista, dei Verdi e dei Socialisti di Riccardo Nencini, si candida, per esempio, Simonetta Salacone, dirigente della scuola elementare romana Iqbal Masih, che negli ultimi mesi è stata in prima linea nelle battaglie contro il maestro unico e per il tempo pieno.

Il primo giorno di scuola a settembre fece esporre drappi neri alle finestre dell'edificio scolastico in segno di lutto per quella che considerava la morte della scuola italiana, e da quel giorno ha continuato imperterrita, da dirigente, la sua battaglia contro il "suo" ministro con segni di protesta e di disubbidienza che, forse, nel settore privato le sarebbero costati il posto. Ora, invece, spicca il salto verso la politica, utilizzando come trampolino di lancio proprio la sua posizione anti-Gelmini.

Del resto anche a Bologna, per le elezioni comunali, un'altra persona della scuola, l'insegnante del 10 politico anti-Gelmini a tutti gli alunni della scuola elementare, è stata inserita in una lista di estrema sinistra per sfruttare quel momento di notorietà antigovernativo.

Per le liste di "Sinistra e Libertà" si candida anche Mauro Palma, matematico, formatore e autore di numerose pubblicazioni, già stretto collaboratore di Luigi Berlinguer. Fa campagna elettorale per questa lista, ma non è candidata, Alba Sasso, già deputato ed ex presidente del CIDI.

Ermanno Testa, altro esponente storico del CIDI, corre invece, un po' a sorpresa, per la concorrente "Lista Comunista" (che comprende la maggioranza di Rifondazione Comunista e altre formazioni di estrema sinistra) insieme a Heidi Giuliani, madre di Carlo, insegnante in pensione, e a Margherita Hack, astrofisica.

Fonte TUTTOSCUOLA

giovedì 30 aprile 2009

IUniScuola.Approvato in via definitiva il ddl sul federalismo fiscale

Ecco come saranno finanziate le spese per la scuola

Con 154 voti a favore, 6 contrari e 87 astenuti ieri sera il Senato ha approvato in via definitiva il ddl sul federalismo fiscale. A favore hanno votato PdL, Lega e IdV. Il Pd si è astenuto e l'Udc ha votato contro.

Il testo è molto complesso e di difficile lettura. Tuttoscuola ha messo al centro della propria linea editoriale l'analisi del rapporto tra federalismo e mondo della scuola, e le notizie dei prossimi giorni esamineranno con attenzione gli effetti del testo legislativo appena varato.

Per quello che riguarda le Regioni, a queste spetteranno, in tema di istruzione, le spese per la sola gestione amministrativa del settore scuola. Queste "uscite" saranno coperte, insieme con quelle relative alla sanità e all'assistenza, con gettito tributario valutato ad aliquota e base imponibile uniformi e in base a tributi propri derivati, istituiti con legge statale; addizionale regionale Irpef; compartecipazione all'Iva; quote di fondo perequativo; Irap (solo in via transitoria in vista di un superamento).

Le spese dei Comuni relative al settore istruzione (asili nido, edilizia scolastica, mense, scuolabus, assistenza per il diritto allo studio, ecc.) saranno invece finanziate con le imposte immobiliari, un mix di compartecipazione a Iva e Irpef e fondo di perequazione.

Le funzioni delle Province relative all'istruzione (edilizia scolastica nella scuola secondaria di secondo grado, formazione professionale in alcune Regioni, ecc.) saranno infine finanziate con tributi connessi al trasporto su gomma; compartecipazione a tributi erariali; perequazione.


Il provvedimento, comunque, non sarà applicato subito. Il governo ha infatti due anni di tempo per adottare i derceti attuativi che riguaderanno soprattutto l'armonizzazione dei sistemi di calcolo dei bilanci pubblici. Successivamente saranno varati gli eventuali decreti correttivi: la piena entrata a regime del federalismo fiscale richiederà pertanto non meno di cinque anni, con un massimo di sette.
fonte tuttoscuola.com
ECCO il testo definitivamente approvato dal Senato
http://www.eius.it/normativa/2009/003.asp

martedì 28 aprile 2009

Elezioni europee 2009, sono 79 i contrassegni elettorali ammessi

27.04.2009

Eventuali ricorsi potranno essere presentati all'Ufficio elettorale nazionale presso la Corte di Cassazione


In vista delle elezioni europee che si svolgeranno 6 e 7 giugno prossimi, in un'unica tornata di voto con le amministrative, la Commissione elettorale del ministero ha concluso l'esame circa la regolarità dei contrassegni presentati, verificando il numero di firme necessarie per il deposito ed individuando i simboli ammessi.

Al termine della procedura di verifica, sono stati ammessi, per l'elezione dei membri del Parlamento europeo spettanti all'Italia, 79 contrassegni.
Eventuali ricorsi potranno essere presentati all'Ufficio elettorale nazionale presso la Corte di Cassazione.
I partiti e i gruppi politici organizzati interessati hanno potuto presentare i propri simboli dalle ore 8 alle ore 20 del 19 aprile e dalle ore 8 alle ore 16 del 20 aprile.
Scarica i documenti
www.interno.it